ARZACHENA. “Questo appartamento è il mio unico tetto sopra la testa, nel quale vivo con mia madre. Senza questa casa saremo sulla strada. Chiedo solo di avere un briciolo di umanità e mettersi una mano sulla coscienza”. Sono le parole di Silvia Matzedda, che racconta la triste vicenda della casa di famiglia, messa all’asta e pignorata dalla banca per il mancato pagamento di due rate del mutuo.
I problemi nascono nel 2019 a causa di difficoltà economiche della famiglia dovute a un periodo di crisi lavorativa. “Per meno di due rate insolute – dichiara Silvia Matzedda – la banca ha redatto l’atto di pignoramento dell’immobile. Dopo aver già pagato 130 mila euro di mutuo non ci è mai stata data la possibilità di continuare a pagare. Avremmo dovuto saldare il debito residuo di 73mila euro in un’unica soluzione. Una cosa non fattibile perché nessuno ci avrebbe concesso un prestito. Dal 2019 ad oggi il Tribunale di Tempio Pausania non ha mai aperto un fascicolo a riguardo, e i giudici hanno sempre rinviato le udienze”.
Una situazione molto difficile, a cui si aggiunge il dramma della scomparsa del padre, ammalatosi nel 2020 e venuto a mancare lo scorso anno. Qualche giorno fa madre e figlia, di 61 e 37 anni, hanno ricevuto la visita di possibili acquirenti interessati ad acquistare l’immobile all’asta, che si terrà il prossimo 8 novembre.
Per questo motivo Silvia ha condiviso il suo dramma sui social. A quel punto è stata creata una raccolta fondi per aiutare la famiglia Matzedda a riscattare la propria casa.
“Sono commossa dalla solidarietà e dall’aiuto ricevuto dalla gente di Arzachena, dai paesi limitrofi, dal resto d’Italia e perfino dall’estero – afferma Silvia, che fatica a trattenere le emozioni. Io e mia madre abbiamo i soldi per vivere dignitosamente, ma non disponiamo di una somma così alta tutta assieme. Non possiamo permettere che il nostro unico tetto sopra la testa ci venga portato via, e dobbiamo fare qualcosa prima dell’8 novembre”.
Ecco il link per la raccolta fondi >
































