Gentile Mauro, gentile redazione di Olbianova,
la conferenza stampa di fine anno del sindaco è stata uno degli spettacoli più imbarazzanti che ho vissuto negli ultimi anni. Ho avuto difficoltà a completare la visione del video per sincero imbarazzo.
Non tanto per il dissenso politico che ho sempre espresso pubblicamente, coerente con la mia visione di città e con il ruolo di segretario del primo partito di opposizione che occupo pro tempore, ma per la sistematica negazione della realtà e l’incapacità di condurre il dibattito su binari razionali e rispettosi dell’intelletto altrui…
Domande che un giornalista ha il dovere di porre e che un sindaco ha il dovere di affrontare.
Il tuo paventato allontanamento, poi trasformatosi nell’esclusione di Olbianova dalle comunicazioni istituzionali del Comune, rappresenta ancora una volta un fatto incomprensibile, un attacco diretto alla libertà di stampa ed uno smacco alla sacralità del ruolo di sindaco che non è di proprietà del dott. Nizzi, ma che egli occupa pro tempore.
Questo è il frutto dell’hubris del potere: l’uomo solo al comando che non accetta controllo, critica, verità e non pago pretende delle scuse. La sindrome di hubris, così viene definita dalla comunità scientifica…
D’altronde, ad ascoltare attentamente le tue domande, è semplice comprendere che queste ultime fanno riferimento alle dichiarazioni programmatiche dello stesso primo cittadino ad inizio mandato.
Olbia cresce, cresce a dismisura, ma non cresce la qualità politica e la dialettica del suo primo cittadino, a cui è stato affidato con fiducia anche il ruolo di presidente di Provincia.
Olbia cresce senza contropartite tangibili e senza compromessi per i cittadini. Ha aperto le strade del progettare grandi opere a tutti i costi (realizzabili?) a scapito della qualità della vita, dell’istruzione, della viabilità, della sicurezza, dello sport.
Tali opere pubbliche, attese da anni, continuano a trascinarsi senza risposte… Mi chiedo per altro quanto alcune di esse siano necessarie e rispondano ai bisogni della città. Sconcertante l’insistenza del sindaco nel vano tentativo di dare prova del compimento del progetto universitario, eppure il palazzo ex Upim da destinarsi ad aule didattiche, che è stato acquistato nel 2016, 10 anni orsono, rimane un annuncio dormiente.
Ma la responsabilità di un confronto equilibrato è e sarà dell’intera classe politica, che deve adempiere al ruolo istituzionale di guida e di riferimento che le compete: controllare, intervenire, prendere posizione. Questo ci si aspetta da noi tutti.
Il silenzio, davanti a fatti così gravi, è complicità politica. Olbia non è proprietà di nessuno. È una città di tutti e merita istituzioni che sappiano reggere il confronto, non che lo reprimano.
Pietro Spano,
Segretario cittadinoPD
































