OLBIA. In merito all’indagine della Procura di Tempio Pausania sul depuratore del Cipnes i funzionari e gli operai indagati dichiarano di “aver sempre agito nel rispetto delle norme e nell’esclusivo interesse della tutela dell’ambiente.
In merito al cosiddetto marchingegno – fanno sapere attraverso una nota dell’avvocato difensore -, sottoposto a sequestro dalla Polizia Giudiziaria, intendono sommessamente precisare che si tratta di uno strumento (bidone in plastica) utilizzato per la normale pulizia degli impianti”.
Gli stessi indagati “ribadiscono la propria fiducia nel lavoro degli inquirenti attendendo con serenità i risultati delle analisi in corso e l’esito delle indagini stesse. Attività di indagine che, sono certi, non potrà che confermare la correttezza del loro operato e la conseguente inesattezza delle accuse formulate dall’autore degli esposti”.
































