ARZACHENA. Joseph Ahunwan, 33 anni, ha sostenuto la prova orale dell’esame di Stato portando a termine il percorso di studi al corso serale indirizzo cucina dell’Ipsar Costa Smeralda. La sua storia, però, è molto diversa da quella degli altri maturandi.
Dopo un viaggio della speranza dall’Africa, Joseph arriva in Sardegna, a Cagliari, nel 2015. La traversata in mare è l’ultima parte di un’odissea iniziata quattro mesi prima dalla Nigeria, sua terra d’origine, proseguita attraversando a piedi o sui rimorchi degli autoarticolati il deserto del Sahara per poi giungere in Libia.
Lo Stato Nordafricano è infatti l’approdo di partenza per i migranti che decidono di imbarcarsi verso l’Europa, alla ricerca di una vita migliore e rifuggendo povertà e guerre. Durante il viaggio in mare nel Mediterraneo Joseph vede morire annegate diverse persone. Alcune rimangono ferite e sono costrette a compiere il resto della traversata menomate dalla fatica e dal dolore.
Al suo arrivo in Sardegna viene destinato subito all’altro capo dell’Isola, al centro di prima accoglienza di Porto Pozzo. Prima di lasciare il suo Paese aveva raggiunto il traguardo della laurea in ingegneria e insegnava matematica ai bambini delle scuole elementari. Sull’Isola, grazie all’aiuto di diverse associazioni del posto e dei volontari Joseph e altri rifugiati frequentano le scuole a Santa Teresa, riuscendo a conseguire la licenza media.
Nel 2019 molti studenti arrivati in Sardegna come lui decidono di proseguire gli studi, iscrivendosi ai corsi serali attivati dall’Ipsar Costa Smeralda di Arzachena. Joseph mostra subito una grande passione per lo studio e un forte desiderio di conoscenza. Lui e i suoi compagni di classe arrivano a scuola con l’autobus, per iniziare le lezioni alle 17:30. Prima delle 21:00 lasciano l’edificio in anticipo, per poter prendere l’ultimo pullman che li riporti al centro di prima accoglienza a Porto Pozzo.
Joseph però non vuole perdere neanche un’ora di lezione e inventa un sistema di trasporto che ha dell’incredibile. Nel viaggio di andata carica sull’autobus la sua bicicletta, che parcheggiava all’ingresso della scuola. Alle 22:30, al suono della campanella, mette in testa un cappello con un faro sulla fronte, in caso di pioggia indossa un impermeabile creato con sacchi della spazzatura e affronta in bici il viaggio di ritorno di 25 chilometri.
Tutti i giorni dal lunedì al venerdì, con la luce, il buio, il caldo, il freddo e la pioggia. Il centro di prima accoglienza viene poi chiuso e allora Joseph decide di trasferirsi a Olbia, dove prende in affitto una casa e si procura da vivere svolgendo lavori di vario tipo e continuando a frequentare gli studi. Qualche mese fa è costretto però ad abbandonare l’immobile, ritrovandosi senza un tetto dove stare. Il dirigente dell’Ipsar non ci pensa un attimo e decide di ospitare Joseph nel convitto dell’Istituto, consentendogli di portare a termine gli studi.
“Sono contentissimo – dichiara Joseph -. Grazie all’aiuto di tante persone e a Dio sono riuscito a diplomarmi. Ora il mio prossimo obiettivo è prendere la patente e trovare una casa in affitto in zona, per poi programmare il mio futuro”.
Il suo sogno è aprire in Sardegna un negozio di alimentari con prodotti tipici dell’Africa e di altre parti del mondo, a testimoniare l’incontro e l’affinità fra culture diverse. Joseph infatti continuerà a vivere sull’Isola, una terra che considera ormai sua e di cui ha apprezzato in questi anni la vicinanza e il calore della gente.
































