Sit-in questa mattina, all’aeroporto di Olbia, dei lavoratori Air Italy. Una giornata che organizzatori e lavoratori definiscono fondamentale per riportare l’attenzione sulla vicenda.
Il 30 giugno si avvicina e con esso la scadenza della cassa integrazione: “La cassa integrazione è in scadenza e abbiamo assoluta necessità della proroga – dicono i lavoratori presenti – per rimanere all’interno del perimetro del trasporto aereo. Non si possono cancellare 63 anni di storia così e non si possono mandare sul marciapiede 1.500 famiglie, 550 delle quali in Sardegna”.
Oltre alla cassa integrazione, c’è poi la questione della vertenza ministeriale sulla quale è calato il silenzio. Uno stallo che preoccupa ulteriormente i lavoratori che chiedono alla politica di dare risposte certe e rapide: “Sono terminati i 45 giorni stabiliti per gli incontri aziendali e sono iniziati i 30 giorni disponibili per il tavolo ministeriale: il 17 giugno termina la procedura per il licenziamento collettivo e al momento il governo non ha convocato nè i sindacati nè l’azienda”.
“Siamo parte del trasporto aereo anche noi”: c’è amarezza tra i dipendenti Air Italy, che affermano di essere messi in secondo piano rispetto a quelli di Alitalia.
Sventola una grande bandiera dei quattro mori durante il sit-in e nell’aria aleggia anche il tema della compagnia aerea regionale che per molti resta una possibilità: “C’è l’esperienza della Corsica con l’Air Corsica – spiega uno dei lavoratori – che ha capitali sia privati sia pubblici della regione corsa e quindi anche in Italia si potrebbe portare avanti un discorso di questo genere”.
































