OLBIA. Non soddisfatti dello spazio ottenuto nel corso del Consiglio comunale aperto sul deposito di gas in zona industriale, i molluschicoltori hanno inviato una lunga nota allo scopo di argomentare ulteriormente il No al polo energetico a Olbia. Nel documento il comparto dei lavoratori dei mitili attaccano il progettista di Enerclima, Antonio Nicotra e il manager olbiese Gianfranco Sanna che durante il Consiglio era stato l’unico a esprimere parere positivo.
CONTRO NICOTRA: La relazione del tecnico è definita “Capziosa e piena di contraddizioni – scrive il presidente Raffaele Bigi -. Nicotra ha elogiato per circa mezz’ora la produzione con GNL di energia verde in senso generale (come se tutti non sapessimo già che questa sarà la fonte energetica del futuro), tralasciando il fatto che il nostro è un NO alla realizzazione di tale impianto nel nostro piccolo, meraviglioso Golfo, non un NO tout court al GNL che sicuramente è necessario, ma in aree a vocazione energetica, quali Porto Torres, Portovesme, ecc.
E’ stato inoltre affermato da Nicotra che “verrà utilizzata poca acqua di mare per raffreddare” ma è un falsità. Infatti nel progetto presentato si prevede – come già detto – l’utilizzo dell’acqua di mare, il suo trattamento per renderla “sterile” e la reimmissione a circa 35°, con la conseguente riduzione o scomparsa di quasi tutti gli organismi viventi di tutta la rada.
Nicotra ha anche dichiarato di conoscere lo Studio del Comitato Tecnico Scientifico del WWF di Trieste, redatto effettuando verifiche su analoghi impianti a Trieste ed a Porto Viro in Veneto, dove si conclude evidenziando che “al fine di preservare gli habitat marini vanno precauzionalmente adottati schemi di funzionamento diversi da quelli a circuito aperto”, ovvero nessun prelievo di acqua marina per raffreddare le turbine. Ma la risoluzione di tale problematica non compare in alcun documento ufficiale presentato dalla EnerClima.
Inoltre è anche emerso che il gestore del deposito GNL e della Centrale termoelettrica sarà diverso dagli attuali realizzatori: i gestori insomma opereranno nell’attività di produzione e vendita di GNL ed energia in un libero mercato (come logico) cercando ovviamente di ottenere il massimo profitto senza dovercene dare conto: quindi è facile prevedere che ci sarà un traffico intenso di metaniere oltre che la vendita di energia e gas con le regole del mercato (senza alcuno sconto per nessuno).
CONTRO SANNA: Stesso elogio dell’impianto GNL – continua la nota – è stato fatto da tale Sign. Gianfranco Sanna, presentatosi come “dirigente di una azienda che realizza impianti GNL” che sta realizzando un analogo terminal ad Augusta/Siracusa (quindi non propriamente un osservatore terzo e disinteressato).
Sia Nicotra che Sanna hanno cercato di minimizzare gli aspetti relativi ai pericoli connessi col deposito GNL e quelli del negativo impiatto sull’ambiente di un tale impianto, sia per l’utilizzo dell’acqua marina, sia per l’orribile vista del maxi deposito gas e del transito delle navi metaniere nel Golfo interno e davanti alle nostre spiagge. Come detto già detto, è palese che la sola presenza visiva di un deposito alto 45 metri e largo 50 metri (un nuovo Palazzaccio) e del transito delle navi metaniere avrebbe un impatto fortemente negativo sulla percezione che ne conseguirebbe su tutti i “frequentatori” del nostro Golfo e dei litorali esterni.
Oltre ciò, il sign. Gianfranco Sanna ci ha anche fatto una lezione scolastica, infarcita di una serie di rimproveri, elencando le “criticità” del nostro ambiente: “Olbia non è una città green, è poco salubre per via delle migliaia di caldaie che bruciano GPL, il transito di centinaia di camion, il traffico navale ed aereo” ….. “avere un punto di approvvigionamento per la nuova classe di navi, come Barcellona, aiuterà a portare le nuove navi da crociera” …. “non è vero che il deposito GNL non è compatibile con ambiente e turismo”. Tutte criticità che – secondo Sanna – verrebbero sanate dalla realizzazione del Progetto EnerClima.
Tutte queste affermazioni sono assolutamente inventate e prive di qualsiasi fondamento scientifico, come facilmente riscontrabile da chiunque.
Intanto caldaie, camion, navi ed aerei non ci sono solo a d Olbia, ma in tutte le città del mondo. Ma nonostante ciò, la qualità della nostra aria è già ottima e lo si può verificare quotidianamente sui vari siti web quali SardegnaArpa.it e IlMeteo.it.
Il problema delle polveri sottili delle navi verrà in ogni caso superato col Progetto dell’Autorità di sistema portuale della Sardegna “cold ironing”, la tecnica che utilizza l’elettricità del porto per mantenere la nave funzionante durante la sosta in banchina.
Non c’è poi affermazione più falsa della presunta “coesistenza” tra polo energetico e turismo “come già avviene a Barcellona”. Infatti il polo energetico del porto di Barcellona è distante oltre quattro chilometri dal porto turistico e dalle famose ramblas (basta andare a verificare su Google Heart). Il polo energetico si trova in una area industriale simile a quella di Genova, con di fronte il mare aperto. Non certamente in un piccolo Golfo come quello di Olbia, a 300 metri dagli impianti di molluschicoltura e dal transito delle navi da crociera, a meno di un chilometro dal lungomare e di fronte ad esso.
In ultimo il Progetto Augusta/Siracusa di cui Sanna farebbe parte.
Premesso che tale porto è già un polo energetico simile alla nostra Sarroch, quindi già adatto per la sua vocazione. Nonostante ciò vi è una forte opposizione a tale insediamento, come riporta Qds.it – Luigi Solarino in un articolo di martedì 21 Settembre 2021 , dove si dice che:
“Decontaminazione Sicilia … ribadisce per l’ennesima volta la propria contrarietà alla realizzazione del deposito di GNL all’interno della rada di Augusta per tutti i pericoli che ne potrebbero conseguire e chiede che si indica un referendum consultivo sull’argomento affinché la cittadinanza si possa esprimere democraticamente”. Anche Legambiente e Libera, in una nota congiunta, hanno manifestato preoccupazione per la localizzazione del deposito di GNL.
In conclusione, rispediamo al mittente tutte le argomentazioni fasulle lette e sentite, augurandoci che istituzioni locali e opinione pubblica non si facciamo abbagliare dalle promesse di efficientamento energetico (già previsto dal Piano Nazionale) o da inesistenti benefici economici.
Ribadiamo quindi un NO motivato ancora più grande, come ci apprestiamo a fare nelle osservazioni alla VIA, insieme alle numerose associazioni di categoria e ambientalistiche di cui stiamo raccogliendo l’adesione formale alle nostre argomentazioni”.
































