Il Mater Olbia si dota di alta tecnologia grazie all’installazione di Ethos di Varian, strumento innovativo per il trattamento oncologico al centro di radioterapia dell’ospedale.
Grazie al nuovo macchinario sarà possibile realizzare la “radioterapia adattativa” incentrata e personalizzata sul paziente, dalla pianificazione iniziale fino al monitoraggio, riadattando il trattamento radioterapico e la sua erogazione sulla base di variazioni anatomiche, biologiche e dosimetriche che possono verificarsi durante il trattamento.
“Sono particolarmente onorato di presentare questo investimento del Mater Olbia Hospital – ha dichiarato Lucio Rispo, amministratore delegato SHRP e membro del Consiglio di Amministrazione del Mater Olbia Hospital –. Quando abbiamo progettato e realizzato il Mater Olbia volevamo offrire una risposta d’eccellenza alla sanità della Sardegna. L’acceleratore è un importante passo in avanti nel cammino avviato per garantire la migliore soluzione per il trattamento oncologico a cittadini che ancora oggi pagano prezzo umano troppo alto per le cure sanitarie”.
“Prima installazione in Italia – ha commentato Sandra Demurtas, responsabile dell’Ingegneria Clinica del Mater Olbia Hospital -, si tratta di una piattaforma di trattamento che associa all’acceleratore lineare un innovativo sistema di intelligenza artificiale in grado di supportare il clinico nella definizione dei piani di trattamento più complessi”.
Per Riccardo Planu, responsabile dell’Ufficio Tenico è “un progetto ambizioso per tempi di realizzazione, dimensioni del fabbricato e tecnologie adottate. Il centro di radioterapia ha una superficie di 1800 metri quadrati, 600 dei quali destinati all’area bunker”.
Necessaria l’integrazione di tutte le strategie terapeutiche per affrontare la patologia oncologica. “Grazie a questa nuova installazione – ha detto Antonella Lai, referente dell’oncologia del Mater Olbia – saremo capaci di erogare trattamenti di estrema precisione, mirati e personalizzati, in grado di risparmiare i tessuti sani circostanti il bersaglio tumorale conservando la funzionalità degli organi e riducendo gli effetti collaterali”.
“Siamo orgogliosi – ha dichiarato Franco Meloni, Direttore Sanitario della struttura – di offrire queste nuove possibilità terapeutiche ai pazienti sardi che tra poco potranno curarsi a casa loro senza dover intraprendere viaggi della speranza che sono umilianti per il servizio sanitario regionale”.
































