Olbia. Dopo le pesanti accuse della minoranza consiliare nei confronti del progetto Enerclima 2050, il progettista/azionista Antonio Nicotra risponde punto per punto in una lettera inviata a Olbianova. Nella nota Nicotra argomenta le sue posizioni rispedendo al mittente le accuse di creare disinformazione: “Io ritengo che il progetto EnerClima sia estremamente importante e vantaggioso per il consumatore nel territorio di Olbia e per l’imprenditoria locale perché dà lavoro ed aumenta la resilienza: di seguito la lettera:
Caro Direttore, sfido chiunque a dimostrare che le informazioni da me fornite sul progetto EnerClima siano false. Le informazioni presentate per la valutazione del progetto ai fini dell’impatto ambientale, della salute e della sicurezza, sono corrette e pubblicamente disponibili. I rischi e gli impatti su salute, sicurezza e ambiente sono tutti chiaramente esposti, quantificati e mitigati. Ho sempre il piacere di rispondere ad ogni richiesta di chiarimenti.
Il Progetto EnerClima è conforme al recente DPCM per la Sardegna (anche se Olbia ancora non è menzionata), è conforme al PNIEC 2030 Italiano ed alle Direttive Europee DAFI, FIT-for-55 e va oltre verso il GREEN DEAL del 2050.
In particolare la DAFI richiede che le infrastrutture dei combustibili alternativi siano realizzate entro il 2025 per i porti “Core” (Cagliari) della rete dei trasporti TEN-T Europea ed entro il 2030 per i porti “Comprehensive” (Olbia, Porto Torres e Portovesme). L’Italia e la Sardegna sono decisamente in ritardo (e potrebbero perdere i fondi assegnati se non si adeguano).
Desidero correggere alcune imprecisioni riportate sull’articolo in oggetto e sulla mozione presentata al Sindaco Nizzi di Olbia dai Gruppi Consiliari di Liberi Insieme, Olbia Democratica e Gruppo Misto e tengo a precisare quanto segue:
RIFLESSIONI SUL DIBATTITO:
a) Gli attuali traghetti RoPax e portacontainers che attraccano quotidianamente nel porto di Olbia (Isola Bianca e Cocciani) hanno le stesse dimensioni (150-200 metri) ed una mole maggiore delle metaniere previste per rifornire saltuariamente il deposito costiero di LNG solo durante la 1° fase del progetto EnerClima (max 2 navi al mese), zero a completamento della 2° fase del progetto.
Per quanto l’odierno traffico navale inquini l’ambiente del golfo (nerofumo nell’aria e oli nel mare) nessuno contesta alcun impatto devastante e terribile! Perché tutto questo accanimento contro l’accesso previsto solo temporaneamente (fino a completamento della 2° fase) di 1 o 2 metaniere al mese, che sono meno ingombranti dei RoPax ed agevolano la transizione energetica verso un combustibile non tossico che non inquina né l’aria né il mare?
Inoltre le procedure di accesso delle metaniere in qualunque porto europeo sono assolutamente sicure e così sarà garantito per Olbia! Cosa hanno di terribile le metaniere che non inquinano mentre gli attuali Ro-Pax inquinano? Entrambi portano ricchezza al territorio di Olbia!
b) Le dimensioni del serbatoio di LNG garantiscono stoccaggio strategico e sicurezza delle forniture di energia: 40,000m3 di LNG rappresentano un mese di autonomia (rispetto al minimo di due mesi oggi richiesti dalla norme Europee). Il progettista esperto propone il miglior compromesso tra sicurezza e visibilità, l’utilizzatore ha la facoltà di scegliere la sue preferenze!
c) L’ubicazione del proposto deposito è stata “allontanata” dalle strutture turistiche ed inserita nelle aree industriali per limitare l’impatto visivo. La relazione paesaggistica della documentazione di VIA (Allegato IV.4 – Relazione Paesaggistica) descrive chiaramente che il progetto è situato in zone industriali produttive non impattanti e ben distanti da aree protette e turistiche (Pittulongu: oltre la collina a 2.5Km, albergo più vicino: Hotel Olbia-Sardinia a 0.75Km). Naturalmente, vicino e lontano sono concetti relativi!
d) La globalizzazione degli approvvigionamenti ha aumentato gli sprechi di energia ed aggravato l’inquinamento ambientale riducendo la resilienza dei territori. La UE chiede ai territori maggiore resilienza, maggiore autonomia, minore inquinamento e meno sprechi, libero mercato e senza monopoli (i feudi erano realtà medioevali ora certamente superati).
e) I grandi siti di stoccaggio di LNG Europei sono quelli da 750,000 – 1 milione di metri cubi di LNG (Barcellona, Zeebrugge, Rotterdam, Marsiglia); quello previsto per Olbia da 40,000m3 viene ancora classificato “small scale” (fino a 50,000m3). Il dimensionamento è ottimizzato in base ai fabbisogni energetici del territorio stesso!
f) Il “core business” di EnerClima “non è vendere gas”, Gli imprenditori di EnerClima hanno già chiesto al Ministero di includere il deposito di LNG di Olbia nelle infrastrutture strategiche nazionali e, in quanto tale, Olbia LNG fornirà servizi di stoccaggio e distribuzione dell’energia ad una tariffa definita e concordata con Arera, uguale per tutti. L’infrastruttura sarà aperta a tutti gli operatori che vorranno commercializzare gas ed elettricità.
g) La “vacca sacra” ha pur bisogno di energia per vivere, (possibilmente energia pulita ed economica)!
h) “Noi” abbiamo assolutamente il dovere di “servire la comunità presente e le generazioni future”, senza creare mostri ignoti e paurosi, spiegando a tutti come fronteggiare le necessità e far coesistere esigenze diverse ma che hanno bisogno l’uno dell’altra: il turismo ha bisogno dell’energia, e per vendere bellezza e mitilicoltura occorre utilizzare energia (economica e pulita) con un servizio che è ugualmente importante per entrambi.
i) La Sardegna produce ed esporta energia elettrica generata da carbone importato (Fiumesanto) e derivati del petrolio importato (Sarroch). Il carbone va eliminato al più presto (2025-2030), il petrolio va eliminato entro il 2050! Vento, fotovoltaico e correnti marine sono incostanti! Occorre disporre di energia rinnovabile, affidabile, economica e bilanciata. EnerClima propone la sua soluzione. Si faccia avanti chi è in grado di dimostrare una soluzione migliore!
j) Il progetto EnerClima dice chiaramente che il progetto Cipnes di biogas a Spiritu Santu (che sostituirà l’attuale discarica) e il progetto di alghe di EnerClima iniziale rappresentano solamente il 2% del fabbisogno di energia locale (1° fase). Il progetto dice anche chiaramente che la totalità del fabbisogno e l’autonomia energetica potranno essere raggiunti solo quando si realizzeranno circa 50 impianti di biogas analoghi a quello del CIPNES (mediamente 2 per ogni comune della Gallura). Solo a quel punto (entro il 2045-2050) si raggiungerà indipendenza energetica e stop alle metaniere nel porto. Più rapida sarà la transizione da LNG fossile a bio-metano, più rapidamente si elimineranno le metaniere dal porto di Olbia.
k) Nel solo Mar Baltico, che ha uno sviluppo costiero di circa 8000Km simile a quello Italiano, sono già operativi 20 depositi costieri simili a quello proposto per Olbia e le popolazioni di quei territori sono fiere di vincere annualmente i premi ed i fondi assegnati dall’Unione Europea per le migliori città “fossil free”. Le comunità del Baltico non temono i mostri (della dipendenza energetica dal gigante vicino) perché loro hanno indipendenza energetica grazie anche ai depositi di LNG e bio-LNG che sono la loro salvezza e la loro difesa (da un mostro ben più reale dei timori paventati da chi non ha competenze in materia).
l) Un buon genitore pianifica in tempo come sfamare e proteggere il benessere dei propri figli … Il suo sogno è di farcela ed il suo incubo è di non riuscirci! Naturalmente può sempre decidere di non far nulla e sperare che qualcun altro si occupi del benessere dei propri figli facendo arrivare l’energia da chissà dove! Ma chi paga il sovrapprezzo dei trasporti e degli intermediari? Forse Il debito accumulato sulle generazioni future?
Io ritengo che il progetto EnerClima sia estremamente importante e vantaggioso per il consumatore nel territorio di Olbia e per l’imprenditoria locale perché dà lavoro ed aumenta la resilienza. In realtà, l’ubicazione del progetto è meno importante per il produttore di energia, che può comunque produrla nei “cosiddetti e ingiustamente definiti siti già compromessi” togliendo ricchezza al territorio del consumatore ed addebitando i costi aggiuntivi della logistica a chi non vuole sporcarsi le mani.
(N.B è certamente molto significativo il fatto che i rifiuti della “povera” Napoli siano stati smaltiti dalla “ricca” città di Bonn dove ho vissuto, vicino al termovalorizzatore nel centro della città tedesca, senza emissioni maleodoranti).
OSSEVAZIONI ALLA MOZIONE COMUNALE
1) L’affermazione che il deposito da 40,000m3 di LNG con affiancata centrale elettrica siano “realizzati a pochi metri da importanti strutture alberghiere e commerciali della città” non è corretta:
– infatti le suddette infrastrutture sono posizionate ad una distanza di sicurezza minima di circa 100metri dai limiti di proprietà e verso le strade di pubblica viabilità; le più vicine strutture industriali e commerciali distano oltre 150metri, il più vicino albergo (hotel Olbia-Sardinia) è ad oltre 0.75Km e la frazione di Pittulongu è ad oltre 2.5Km dietro la collina. Tutte le indicazioni di impatto sull’ambiente circostante indicano risultati del tutto accettabili.
2) L’affermazione che buona parte del porto industriale verrebbe utilizzato esclusivamente per il carico e scarico di GNL da navi gasiere (portata fino a 30,000m3, lunghezza fino a 200metri)” non è corretta:
– infatti l’autorità portuale afferma che i due moli Cocciani Nord è Sud sono attualmente occupati al 62% della potenzialità da Ro-Pax e bulk-carriers (circa 450 giorni/730-anno su entrambi gli attracchi) mentre il massimo traffico previsto per le metaniere è di 60 attracchi/anno pari a circa 8% della potenzialità totale, limitatamente alla 1° fase operativa, dopo di che diminuirà fino ad azzerarsi con la crescita delle forniture di bio-metano locale (2° fase operativa).
N.B: Per precisione, specifichiamo che le tipiche navi metaniere da 30,000m3 che riforniranno Olbia sono lunghe circa 180m con un pescaggio di 7.5m; ma il canale di accesso ed il molo Cocciani Sud potranno anche ricevere navi di dimensioni maggiori (lunghezza 200 metri e pescaggio 9.5m) analogamente alle massime dimensioni dei traghetti Ro-Pax che avranno accesso nel porto di Olbia.
3) L’affermazione che per il raffreddamento del motore della centrale elettrica e per il riscaldamento utile alla rigassificazione del GNL verrebbe utilizzata acqua di mare, successivamente trattata e rigettata con temperatura alterata all’interno del golfo, a poca distanza dagli impianti di mitilicoltura presenti, è fuorviante e incorretta:
– Infatti, la descrizione del processo produttivo spiega chiaramente che il raffreddamento dei motori della centrale elettrica viene realizzato a regime scambiando il calore con le frigorie recuperate dal riscaldamento del GNL in circuito chiuso e senza nessun impatto ambientale né sull’aria né sull’acqua. Inoltre il calore residuo dei fumi della centrale elettrica verranno recuperati con produzione di vapore a bassa pressione disponibile per il tele-riscaldamento delle attività del CIPNES ed anche della città.
– Solamente in situazioni di criticità per lo sbilanciamento di produzioni e consumi tra reti di distribuzione dell’energia ed impianti produttivi sarà necessario utilizzare l’acqua mare come sistema di bilanciamento termico per garantire la sicurezza e la stabilità delle reti. In ogni caso, le peggiori simulazioni assicurano che l’acqua mare in uscita dagli impianti avrà una differenza di temperatura massima di 5°C rispetto all’ingresso e solamente 1°C ad 1 km di distanza grazie alla dispersione. (la mitilicoltura può stare tranquilla).
4) L’affermazione che le previsioni progettuali indicano che il traffico di GNL, sia per carico del deposito che per carico delle bettoline (per bunkeraggi), siano talmente intensi da occupare quasi quotidianamente il porto industriale è anch’essa non corretta:
– Infatti il progetto afferma che, nel tempo, il traffico delle metaniere (max 2/mese, da 30,000m3) vada progressivamente diminuendo fino ad azzerarsi e che nel frattempo il traffico di bettoline per il bunkeraggio di GNL possa crescere (1-2/settimana, da 3,000m3). Comunque la minore dimensione delle bettoline (lunghezza 100m e pescaggio 4.5m) ed i minori tempi di caricamento non impegneranno il porto industriale più del 14% … non certo quasi quotidianamente …
5) L’affermazione che … le tali e tante norme di sicurezza da rispettare per questo tipo di infrastrutture, soprattutto durante il trasferimento del GNL, bloccherebbero le attività (portuali) nell’arco di alcune centinaia di metri sia a terra che a mare … sono imprecise e disarmanti:
– Infatti vi sono ben precise normative internazionali (dal 2021 anche italiane) che prescrivono le distanze di sicurezza da rispettare per le varie fasi di permanenza della metaniera del porto al fine di garantire la massima sicurezza ed il minimo rischio di incidenti. Nel peggiore dei casi la distanza di sicurezza sarà di 100 metri dai possibili punti critici di rilascio del gas. Queste prescrizioni non impediscono ai porti Europei ben più impegnati di Olbia (che ricevono metaniere ed effettuano bunkeraggi con GNL) di funzionare regolarmente.
6) L’affermazione sull’ultimo punto della mozione in merito “alle imponenti navi gasiere …che non dovrebbero passare” mi sorprende alquanto:
– infatti le navi gasiere da 30,000m3, previste per Olbia sono lunghe 180m, larghe 28m e con stazza lorda di 26,000 ton; queste misure sono simili ed anche meno ingombranti dei traghetti Ro-Pax di grandi dimensioni che entrano regolarmente nel porto di Olbia (o entreranno quando sarà dragato a 10-11m di profondità) e nessuno afferma che il loro passaggio offende le bellezze dei paesaggi di Olbia e dintorni.
Quindi: perché le Ro-Pax (oggi inquinanti) Non offendono e invece le metaniere non più grandi delle Ro-Pax (e non inquinanti) offenderebbero le bellezze? Entrambe le navi portano ricchezza e benessere ad Olbia ed al suo territorio. Le nuove metaniere sono già conformi al futuro, i vecchi traghetti ancora non lo sono.
Tutto ciò premesso, auguro una attenta riflessione sugli argomenti della mozione in discussione per orientare le scelte di energia in equilibrio con l’ambiente al fine di assicurare la crescita ed il benessere di Olbia.
Inoltre suggerisco a tutti gli interessati di contattarmi direttamente per chiarimenti sul progetto EnerClima e sulle eventuali alternative energetiche, evitando di comunicare, in tutta buonafede, informazioni imprecise (adesso chiamate fake-news). Io sarò sempre lieto di collaborare.
Antonio Nicotra
































