“Quello di Enerclima è un progetto devastante per la città. L’azienda nasconde il vero obiettivo: vendere gas. Si tratta solo di affari per l’imprenditore. Creare un sito di quelle dimensioni vicino al mare, agli alberghi e alla nostra storia è assurdo solo ipotizzarlo“. Sono solo alcune delle definizioni che i giornalisti convocati questa mattina dall’opposizione consiliare di Olbia hanno registrato nel corso di una conferenza stampa convocata “per informare la comunità sul rischio che si nasconde dietro un progetto che non ha niente a che vedere con la transizione ecologica e neanche per il bene della città”.
In buona sintesi, secondo l’opposizione, il progetto Enerclima 2050 è una bufala mascherata e le informazioni provenienti da Antonio Nicotra, progettista e azionista dell’impresa che fa capo a Vittorio Marzano, sono come le fake news. Niente di quanto è emerso negli articoli apparsi anche su Olbianova, oltre che sulla Nuova e sull’Unione, corrisponderebbe al vero.
E così, i consiglieri di minoranza fanno quadrato e prendono di petto l’argomento, schierandosi compatti per dire No alla realizzazione del cosiddetto “distretto dell’energia” che potrebbe sorgere nei pressi della rotatoria del Cipnes. Ecco i loro pensieri:
Davide Bacciu (Liberi): “Nessuno ci può prendere per il naso. Noi abbiamo letto le carte e dovrebbero farlo tutti. Siamo davanti a un progetto devastante e crediamo che la comunità di Olbia debba rendersi conto che le infrastrutture a terra saranno altamente impattanti come le connessioni dal porto al sito oltre a tutto il traffico a mare di metaniere: stiamo parlando di navi di 200 metri. Un impatto terribile per il nostro golfo non solo per l’immagine ma anche in termini di sicurezza”.
Ivana Russu (Olbia Democratica): “Quello che ci sconvolge è che non si sia aperto un dibattito per un tema così delicato. Abbiamo visto articoli di stampa che provengono dall’azienda che propone il progetto. Il tutto sorgerà vicino ad alberghi e anche alla frazione di Pittulongu. L’amministrazione deve decidere cosa vuol fare del futuro della città. Di certo non può essere un privato a decidere il nostro futuro. Un sito del genere deve spostarsi da Olbia e andare nei siti già compromessi dove si produce energia. Olbia non può essere un feudo di nessuno né può costituire un elemento isolato: l’energia che sarà necessaria deve arrivare da un sistema regionale per empio attraverso la dorsale del gas”.
Eugenio Carbini (Liberi) “Stiamo parlando di un sito tra i più grandi d’Europa. Noi capiamo l’imprenditore ma non possiamo compromettere la vocazione turistica della nostra città. Parliamoci chiaro, il core business di Enerclima è vendere gas sia a mare con l’importazione attraverso le navi metaniere e il sito di stoccaggio alto ben 45 metri x 55 di diametro. Onestamente non lo posso neanche immaginare. Per molti Olbia è una vacca da mungere, per noi invece può essere esclusivamente una vacca sacra!”
Stefano Spada (Alba Civica): “L’impianto di Santa Giusta è un mostro ed è circa quattro volte più piccolo di quello che si vuole costruire a Olbia. Dobbiamo tenere a mente, e lo dico da insegnante, che abbiamo il dovere di pensare alla comunità del presente ma anche alle generazioni future”.
Gianluca Corda (Olbia Democratica) “Per i proprietari di Enerclima il progetto è molto importante ma non lo è per noi. Per questo attraverso una mozione, chiediamo la convocazione di un Consiglio comunale aperto per rendere consapevole la comunità. Aggiungo che oggi non c’è nessuna esigenza di produrre energia perchè la Sardegna produce più di quanto serva, visto che la esportiamo. Olbia deve vendere bellezza e mitilicoltura, non certo gas”.
Roberto Ferinaio (M5s, al posto di Teresa Piccinnu): “Noi crediamo che questa non sia affatto un’opera di transizione energetica ma siamo difronte a un progetto di vendita. Anche quando parlano di produzione di energia attraverso il biogas occorre specificare che dalla discarica si produrranno quantità irrisorie rispetto alle necessità. In definitiva il progetto Enerclima non è altro che una scusa per vendere gas.”
Paola Tournier (Insieme per Olbia): “Nella nostra recente visita a Santa Giusta abbiamo visto un impianto terrificante. E noi qui vogliamo davvero trasformare vogliamo trasformare una zona turistica come la nostra in un mostro che non ha eguali in tutta Europa. Mi auguro che il progetto venga scartato anche per questioni di salute”.
Maddalena Corda (Olbia democratica): “L’amministrazione ci deve dire che futuro vuole per il nostro territorio. Ma come è possibile pensare che le nostre spiagge possano convivere con un sito che aprirà le porte del golfo al traffico delle navi metaniere. Per Nizzi sarà il suo sogno, come ha detto, ma per me è un incubo!”
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