I gravi fatti di cronaca avvenuti nel fine settimana hanno provocato l’immediata reazione del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi che ha convocato i giornalisti per condannare “il comportamento deplorevole di questi ragazzini che si ubriacano e si drogano pensando che la città sia roba loro. Saremo inflessibili. Metteremo in campo tutte le forze necessarie per individuare i colpevoli. Il comune si costituirà parte civile.”
Intanto il sindaco ha detto di aver parlato con il prefetto “e mercoledì mattina si assumeranno iniziative importanti per la nostra città. Non possiamo più aspettare che questi ragazzi possano effettuare scorribande seminando terrore dal Molo Brin fino al cuore della nostra città, verso le piazze del centro. Se pensano di non rispondere a nessuno sappiano che li denunceremo alla magistratura. Avevo chiesto ai genitori, con il dialogo, di darci una mano ma vedo che non è servito a niente. E ora basta.”
Nizzi ha annunciato di aver appena firmato un’ordinanza che sarà valida per 30 giorni da oggi. Dalle 20:00 alle 7:00 del mattino non sarà più possibile vendere alcolici nella fascia del centro. Dalla rotatoria di via Roma, passando dal molo Brin, via Escrivà, via Dei Lidi, via Galvani, via Lombardia, per tornare in via Roma. Tutti gli esercenti di bar e generi alimentari sono avvertiti – ha ribadito Nizzi -. Saremo inflessibili con chiunque verrà sorpreso a vendere alcolici (chiusura delle attività e ammende fino a 5 mila euro).
Il sindaco si è poi rivolto ai turisti che venerdì scorso sono stati vittima di un pestaggio di cui abbiamo dato conto: “Chiedo scusa ai turisti che si sono ormeggiati con la barca al molo Brin. Olbia non è questa. La nostra è una città europea civile e questi episodi non possono infangarne il nome”.
Nizzi ha aggiunto che spera di ricevere una loro chiamata (al termine del pestaggio i turisti hanno immediatamente mollato gli ormeggi e hanno lasciato la città) per potersi scusare personalmente.
In chiusura il sindaco ha usato parole di gratitudine per le forze dell’ordine per come hanno gestito la situazione “non reagendo in maniera fisica alle evidenti provocazione subite”.
































