Lettera inviata dal presidente dell’Associazione Diabete Gallura, Pietro Spano: “Caro direttore, le scrivo di diabete. Non solo il diabete che fa notizia in casi tragici o che ribalta alle cronache in caso di imprese sportive di giovani atleti, mi riferisco alla morte di un bambino di tre anni nel vicentino, il cui diabete parrebbe sia stato riconosciuto solo dopo il decesso e, per contro, alla recente impresa della giovane quattordicenne diabetica di Catanzaro che ha attraversato lo stretto di Messina a nuoto (non la prima).
La mancata produzione di insulina impedisce alle cellule di nutrirsi, le sostanze nutritive permangono nel sangue generando livelli di glicemia altissimi, spesso chetoacidosi, quindi tanta sete, tanta fame e tantissima pipi. Conseguenze devastanti per l’organismo se tali episodi non vengono trattati per tempo dopo che iniziano a manifestarsi.
La domanda è: come sia possibile che nella regione che conta il triste primato a livello mondiale di percentuale di diabetici (solo ad Olbia e in Gallura ulteriori quattro esordi tra bambini sotto i dieci anni nel solo mese di luglio), tanti medici e pediatri di base preso atto di certi segnali non effettuino immediatamente e come prassi certificata il controllo glicemico?
Invece non contiamo più i casi in cui viene somministrata una Tachipirina, una visita dallo psicologo (per lo stato generale di malessere) o una dieta nel peggiore dei casi.
La verità è che il diabete non è nell’agenda politica o programmatica, sia della politica sia del management ATS.
Le spiego perché: parliamo di una patologia cronica, oggi incurabile, oltre la prima fase di prevenzione e di gestione dell’esordio che avviene in ospedale, questa implica livelli di assistenza, di controllo e sostegno costanti! Assistenza alle famiglie attraverso il sostegno psicologico, giacché quando si torna a casa dopo le dimissioni dall’ospedale tutto cambia e con difficoltà si riesce a compiere un atto abitudinario quale cucinare e pesare una porzione di pastasciutta per il proprio figlio.
Assistenza e collaborazione nelle scuole affinché il diritto allo studio sia garantito. Controlli periodici della crescita e dello stato di salute attraverso seri programmi di monitoraggio che coinvolgano diversi professionisti. Qui il tasto dolente della situazione gallurese.
Una sola pediatra diabetologa che ha seguito l’esordio della malattia e segue tutt’ora con una sola assistente infermiera più di 90 minorenni, da la Maddalena a San Teodoro e oltre passando per Tempio, che si occupa di formazione in ambito alimentare e conta dei carboidrati, di controlli mensili, semestrali e annuali. Che, nostro malgrado, ad oggi risulta unica professionista in grado di gestire la patologia, ed è per altro impegnata in reparto e presso altre sedi ATS Gallura in ottemperanza al suo ruolo di pediatra.
È verosimile pensare di poter continuare a seguire una strada così rischiosa?
È lecito pretendere maggiore attenzione e rispetto verso i nostri bambini?
Tutto ciò che riguarda l’avvio di nuove tecnologie applicate alla gestione del Diabete sta già saltando, nonostante i progressi costanti in ambito scientifico, stesse mancanze avvengono in riferimento alle visite annuali e alla formazione.
L’associazione che mi onoro di presiedere si sta letteralmente sostituendo ad ATS nelle fasi di sostegno e assistenza che questa dovrebbe garantire.
E non mi esimo dallo spiegare il motivo della mia lettera che deriva dal fatto che da parte della dirigente o ex dirigente è stata disattesa la nostra richiesta di incontro, dalla nostra seria preoccupazione per un sistema che non funziona più.
Occorre in Gallura uno staff che si occupi solo di diabete infantile e che questa ipotesi non venga procrastinata per via di qualche banale motivo derivante dalla rotazione del personale interno, ferie o congedi parentali, perché la vita di un bambino è cosa più importante e perché il livello di allarme è già troppo elevato, parola di genitori.
Il diabete è un compagno di vita, è famiglia e condivisione, induce alla vita da sportivo e ad un’alimentazione sana, lontanissima dalle merendine quotidiane, ma è frutto di un solo difetto che colpisce una minuscola parte del nostro Pancreas, è quindi gestibile. Non complichiamolo”.
Pietro Spano
Presidente Associazione Diabete Gallura































