Nella vasta aneddotica che abbraccia e coccola l’Olbia (intesa come città) degli ultimi decenni, c’è un episodio può essere collegato con la vittoria, anzi il trionfo, alimentato da una tifoseria calda ed entusiasta, della squadra bianca nel sentitissimo derby contro la Torres.
La scena si svolge nella salagiochi del celeberrimo “Bar Nardino”, al Corso. Due olbiesi, patiti delle carte, se le danno di santa ragione, vincendo alternativamente la partita a briscola. Nella sfida decisiva, uno prevale sull’altro, e lo sconfitto, non sapendo come spiegare il risultato negativo, esclama: “Puoi pregare che ho perso io, altrimenti non so se avresti vinto”.
Frase banale, alla… Catalano che però dà lo spunto per una riflessione sul 3-1 con cui si è conclusa la sfida al “Nespoli”, di fronte a quasi tremila spettatori.
L’Olbia ha prevalso perché è più squadra della Torres, nel senso che ormai – dopo i vari tentativi del tecnico Roberto Occhiuzzi di trovare l’assetto ideale – dispone di un’idea di gioco e di un’identità che da un paio di mesi a questa parte (con l’eccezione della disastrosa gara interna contro la Fermana) è la cifra di una formazione che impensierisce sempre l’avversario, a prescindere dal numero di vittorie conquistate sul campo e dal blasone dello stesso.
L’essere passata in svantaggio all’8’ non ha per nulla intaccato la convinzione di poter ribaltare la gara: del resto non è la prima volta che i bianchi si trovano sotto di un gol, eppoi trovano almeno il pareggio.
Alla Torres, e al tecnico Sottili, va dato atto che la squadra non è potuta scendere in campo con la formazione migliore, anche se lo stesso allenatore e qualche calciatore rossoblù hanno sottolineato che “non debbono essere ricercati alibi, perché chi ha giocato, ha meritato di giocare”.
Affrontare l’Olbia senza attaccanti veri (all’ultimo momento ha dovuto dare forfait anche l’ivoriano Diakite) è oggettivamente una partenza ad handicap, ma c’è da dire che per molti tratti della gara la Torres si è trovata a disagio con il possesso palla e il palleggio degli avversari che, manco a dirlo, hanno puntato molte delle loro chances sullo stato di forma strepitosa di Daniele Ragatzu, eroe della giornata con una doppietta che lo porta a 13 centri nella classifica dei bomber.
La squadra di Sottili ha reagito fin dall’inizio della ripresa, costringendo l’Olbia per almeno un quarto d’ora ad abbassarsi, ma oggettivamente il tecnico rossoblù – proprio perché non aveva a disposizione attaccanti veri (Ruocco e Scappini sanno davvero il fatto loro) – avrebbe potuto pensare prima (se non dall’inizio) a impiegare Omoregbe, una punta temibile che ha palesemente messo scompiglio nella difesa dei galluresi.
Al di là delle alchimie tecnico-tattiche, l’Olbia ha vinto anche perché ha saputo sfruttare meglio della Torres la preparazione…mentale al match. Se Occhiuzzi, alla vigilia, ha dichiarato di “non aver dormito per tre notti”, significa che il derby era veramente un punto di svolta nel cammino verso la salvezza. A conferma di tutto ciò, ecco le prove tutte positive di chi è stato schierato dall’inizio, con un Arboleda monumentale, con una difesa impeccabile, e un centrocampo duttile (prima impiegato a due, con Dessena e Biancu, poi a tre con l’ingresso di La Rosa e Incerti), a sostegno di una linea avanzata ottimamente assortita, con Nanni sugli scudi non solo per il gol ma per la sua capacità di difendere il pallone.
Sottili, nel dopogara, è stato schietto. Non ha cercato scusanti di comodo, difendendo a spada tratta i suoi giocatori (“ai quali non posso rimproverare niente”). Da allenatore navigato, se l’è presa – anche sollevando il tono della voce – con chi, di recente, gasato da alcuni risultati di prestigio, coltivava sogni di gloria (almeno i play off). “Io l’ho detto sempre: la salvezza bisognerà conquistarsela fino all’ultima giornata”.
Meglio essere prudenti, d’accordo, e sperare anche nella riunificazione dei tifosi che molto spesso sono stati il valore aggiunto del club sassarese, ma la Torres – una volta che recupererà gli acciaccati – ha tutte le carte in regola per restare tra i professionisti. Il problema, o meglio: la sfida, alla fine sarà quella del piazzamento finale. Chi vivrà, vedrà.
Ed ecco le mie pagelle.
OLBIA Van der Want 7, Brignani 7, Bellodi 7 Emerson 7, Arboleda 7,5, Dessena 6,5, Biancu 7, Travaglini 6,5, Contini 6,5, Nanni 7, Ragatzu 8,5. (La Rosa 6, Sperotto 6, Incerti 6, Sperotto e Babbi s.v.) Roberto Occhiuzzi 7,5
TORRES Salvato 5,5, Fabriani 5,5 Dametto 5,5, Antonelli 5,5, Girgi 5,5, Lora 5,5, Urso 6, Gianola 6,5, Masala 5,5, Lisai 5,5, Saporiti 5. (Omoregbe 6,5, Bonavolontà s.v.). Sottili 5,5.
































