OLBIA. Trentasei ore di viaggio per inseguire un sogno che nessuna bomba può spegnere. I diciotto ragazzi della squadra di calcio ucraina Lokomotyv Kyiv sono arrivati a Olbia con il presidente Alexander Egorov per partecipare al Torneo mondiale Manlio Selis. Tra loro ci sono bambini che vengono dai territori occupati della regione di Donetsk e portano sulle spalle storie che vanno ben oltre il calcio.
Il loro club è il più antico della capitale ucraina. È nato nel 1919 dai ferrovieri e ha resistito alla Seconda guerra mondiale e all’epoca sovietica. Ma il 23 gennaio scorso alle 7:15 del mattino un missile russo ha distrutto tutto: campi, spogliatoi, palestre e uffici. È morto il campione europeo di powerlifting Mikhail Donskoy e altre cinque persone sono rimaste ferite. I bambini si sono salvati solo perché l’allenamento iniziava alle 8:00.
L’accademia conta oltre 700 giovani atleti da tutta l’Ucraina, arrivati da Kherson, Bakhmut, Donetsk, Mariupol, Avdiyivka e Kharkiv, città devastate dalla guerra.
Quest’estate il club festeggerà 105 anni di storia. “Loko, sei indistruttibile” è il motto della ricostruzione, diventato famoso sui social grazie all’hashtag #UnbreakableLoko. I ragazzi che scendono in campo a Olbia portano sulle maglie la storia di un paese che non si arrende e di sogni d’acciaio che resistono a tutto. I loro genitori continuano a difendere il Paese. Il desiderio più grande resta sempre lo stesso: la pace.
































