OLBIA 17 luglio 2025 – Cinquant’anni dopo si ritrova sul palco con il disco inciso nel 1975. Giuseppe Rubanu, del Gruppo Rubanu di Orgosolo, è l’immagine simbolo dell’undicesima edizione del Premio Mario Cervo, evento di punta dell’Archivio Mario Cervo, in scena a Olbia nella spettacolare location a bordo mare nell’ansa Sud. Le sue poche parole a commento del premio alla carriera riflettono il carattere del coro che bruciò le tappe e si spense come una meteora nel giro di soli dieci anni.
“Siamo stati una famiglia prima che un gruppo – racconta Rubanu ricevendo il riconoscimento -. Non si scriveva a tavolino ma seguendo l’ispirazione. Il lamento del pastore inciso nel 1975 metteva al centro le difficoltà di un lavoro duro e poco remunerativo. Ancora oggi non è facile fare il pastore”.
A Rubanu ha dedicato una poesia e l’intera esibizione il Coro Tenore di Orgosolo, grandi vocalisti capaci di toccare estensioni tenorili rare quanto difficoltose. Un omaggio sentito che ha emozionato il pubblico presente al Parco Mario Cervo.
“Vedere questi ragazzi cantare mi riporta indietro nel tempo – aggiunge l’artista orgolese -. La tradizione non muore mai se ci sono giovani disposti a raccoglierla e farla propria”.
Rubanu ha raccontato sul palco il sodalizio con il giornalista Aldo Brigaglia che produsse il gruppo facendolo conoscere in tutta la Sardegna e il fulminante incontro artistico con gli Inti Illimani che trasmisero al Gruppo Rubanu la passione musicale e soprattutto l’impegno politico e civile.
Sul palco, coordinati da Rita Nurra e Matteo Pianezzi, sono andati in scena i premi della giuria dedicati agli artisti che hanno inciso dischi nell’ultimo anno: dalla grintosa Solosophia ai Syncopated City con le loro sonorità mai banali, dai suoni sperimentali e melodici del violoncellista Gianluca Pischedda e la sua band ai Niera, gruppo etno pop Ittiri, fino a Simone Soro, talento puro di Sestu alla continua ricerca di suoni estremi dal suo violino.
“Cosa non faccio con il violino? Sicuramente note stonate – dice ironicamente Soro -. Il disco Ispirale è il viaggio della vita. Si parte da noi stessi e spesso si arriva in luoghi sconosciuti, come la storia di ognuno di noi che si ripete ma la vediamo con occhi diversi”.
La sua musica profonda e matura ha conquistato il pubblico del Parco Mario Cervo. “Questo premio non me lo aspettavo proprio e sono contentissimo di averlo ricevuto – conclude il musicista di Sestu -. La Sardegna ha una ricchezza musicale incredibile e io voglio contribuire a farla conoscere”.
Il Premio Mario Cervo per dieci anni è stato coordinato dal compianto Tommy Rossi. A lui, Rita Nurra, che per la 11a edizione ha preso il suo posto, ha rivolto un emozionante pensiero sottolineato dagli applausi del pubblico.

































