Era il terrore dei portieri, un cecchino infallibile. Se l’arbitro fischiava un calcio di rigore, non c’era scampo per l’estremo difensore di turno: lui, Silvano Morelli, maddalenino di Olbia, figlio di un’irripetibile Gallura calcistica, non sbagliava mai. Proprio mai.
Questa del rigorista perfetto era solo una dote di un talentuoso centrocampista (negli ultimi anni, ha giocato, anche da libero), che ieri, a 90 anni, è volato lassù, nel ritrovo dei giocatori di classe.
Un’altra caratteristica era quella dell’eleganza, unita alla raffinatezza dei lanci per gli attaccanti. Prestante fisicamente, simpatico nell’eloquio, quando intercalava nei suoi sermoni alcune espressioni in “Isulanu”, ostentando con fierezza la tipica cadenza degli abitanti della Maddalena, Silvano Morelli si considerava olbiese a tutti gli effetti. Del resto, sua moglie è di Olbia, le sue figlie sono nate qui, chi ama il calcio lo ha sempre considerato un’espressione di questa città che, di campioncini, ne ha sfornati parecchi.
A Olbia, Morelli, è arrivato da giovanissimo. Prestava il servizio militare alla Spezia, e dopo una breve esperienza con i ragazzi della Sampdoria, è sbarcato in Sardegna, per indossare la mitica maglia bianca che ha onorato per molte stagioni, Il primo campionato – come ricorda Francesco Sotgiu, la memoria storica del calcio olbiese – l’ha vinto nella stagione 1954/55, per poi ripetersi nel torneo 1963/64, con compagni di squadra come l’inarrivabile Silverio Balzano, l’eccellente Tonino Conte, tanto per fare i nomi di due prodotti del vivaio locale.
Ha vinto un campionato (dalla Prima Categoria alla Promozione) anche nel 1975, quando era alla guida del Tavolara, squadra nella quale militava quel Pippo Serreri, che poi è diventato il guru dei giovani calciatori di queste parti. Da allenatore, ha guidato il Monti e il Buddusò, lasciando dappertutto un ottimo ricordo, per via di un tratto umano decisamente gradevole.
Ma la sua carriera è stata caratterizzata soprattutto dalla lunga permanenza in serie C, con la maglia della Torres, e da alcune stagioni con il Tempio.
Con Silvano Morelli se ne va un altro pezzo di Olbia, un altro elemento di quella Gallura del tempo che fu, che al mondo del calcio ha saputo regalare emozioni, talento, e tocchi di classe. Ciao Silvano, saluta tutti gli altri colleghi che ritroverai.

































