Al netto delle diatribe tra maggioranza e minoranza che, in alcuni casi, sono diventate durissime, non è cambiato nulla. Il canone unico patrimoniale con gli aumenti “assurdi e spropositati” per l’opposizione, “dolorosi ma necessari” per i consiglieri del sindaco Nizzi, resta esattamente com’era.
La mozione proposta dalla minoranza non è passata ma, a dire il vero, quasi nessuno si aspettava una retromarcia del primo cittadino: 14 voti contrari (tutta la maggioranza), 11 favorevoli (tutta la minoranza). Mozione respinta e tutti a casa dopo oltre 3 ore di seduta.
IL PUBBLICO. Pochi e garbati gli interventi nella prima parte “informale”. Hanno parlato Pietro Giordo Associazione nazionale ambulanti, l’imprenditore Gavino Murrighile, Giuseppe Contu per Confindustria, Ermanno Troiani Associazione nazionale costruttori di insegne. Tutti hanno sottolineato “il momento inopportuno per sollevare le imposte che hanno raggiunto aumenti tra il 400% e il 500%. Al momento sono partiti ben 150 cicli di cassa integrazione per 50 aziende con il personale che riceve il 50% dello stipendio nella zona industriale. Oltretutto tante insegne luminose costituiscono una via commerciale. Spegnerle rende le aree tristi. Nella zona industriale ci sono importanti attività che prima pagavano 20mila euro e oggi hanno ricevuto avvisi di pagamento pari a 75mila euro. È veramente troppo pesante. Siamo comunque pronti a dare il nostro contributo per un nuovo confronto”.
MINORANZA • MARIA TERESA PICCINNU (M5S). “Caro assessore al Bilancio, quando deve aumentare le tasse ci pensi cento volte perché voi siete stati eletti per amministrare ma anche per aiutare i cittadini e non per andargli sempre contro visto che fino a oggi la maggioranza del sindaco Nizzi ha aumentato tutte le tasse possibili”.
MINORANZA • IVANA RUSSU (OLBIA DEMOCRATICA). “Questo Consiglio comunale aperto non è una concessione del sindaco ma un atto dovuto. Noi siamo venuti qui per una mediazione e abbiamo chiesto a Nizzi il perché di questo aumento del 500%. Noi lo abbiamo chiesto agli assessori ma non ci hanno mai risposto. Attendiamo la sua risposta per sapere cosa ne farà di questi introiti previsti”.
MINORANZA • RINO PICCINNU (SCELTA CIVICA). “Si tratta di una manovra fiscale che è sfuggita di mano. È un cavallo di Troia: si mette il doppio delle entrate previste, così quello che avanza lo si spende dove si vuole. La soluzione è semplice. Basta revocare in autotutela la delibera di novembre e poi, semmai, fare un aumento graduale anno dopo anno”.
MINORANZA • STEFANO SPADA (ALBA CIVICA). “Oggi stiamo dando un esempio di democrazia con la popolazione che si esprime. Dobbiamo trovare soluzioni alternative che evitino questo danno alle imprese. Credo che cambiare posizione non sia debolezza. Trovare soluzioni alternative non significa perdere consensi ma, anzi, guadagnare forza”.
SINDACO SETTIMO NIZZI. “Chi da 28 anni a oggi pagava poco o pochissimo e si trova davanti a un aumento di questo genere, è normale che protesti. Un passo carrabile passa da 12 a 60 euro. Cagliari 66 euro, Oristano 76, altre città 45-50 euro. Per le insegne inferiori a 5 metri non si paga. C’è chi le ha di 20, 30 e 40 metri e c’è anche chi guadagna dalle insegne pubblicitarie altrui. La vuoi fare grande? La paghi. La vuoi fare piccola? Non paghi. Abbiamo spostato il primo pagamento. Si può decidere insieme, se c’è dialogo, anche di spostare il secondo. Ma bisogna pagare. Chi ha coperto le insegne in maniera grottesca, anche a scopo di sfregio della nostra città, con le buste della mondezza, che si sbrighi a toglierle. Le insegne o ci sono o non ci sono”.

Dopo l’intervento del sindaco Nizzi, il presidente Marzio Altana ha chiuso il “Consiglio aperto” e ha dato il via al dibattito.
MINORANZA • DAVIDE BACCIU (LIBERI). “Penso che questa delibera abbia dato un colpo mortale all’economia di questa città, dopo due anni di pandemia. Il Comune non riceverà i soldi che si aspetta perché le aziende pagheranno per togliere le insegne. Ad amministrare la città mettendo le mani nelle tasche dei cittadini ci riescono tutti. Occorre invece andare alla ricerca di finanziamenti esterni”.
MINORANZA • RINO PICCINNU (SCELTA CIVICA). “Se non sapessi le cose che so, il discorso del sindaco sarebbe da applausi. Qui si dice che tra i cittadini e le imprese, si è voluto colpire le imprese. Abbiamo un fondo svalutazione crediti di 50 milioni di euro. La nostra città incassa 6-7 milioni in meno all’anno. Ma non è meglio aggiungere tre persone all’Ufficio finanziario per recuperare i soldi da chi non paga?”.
MINORANZA • GIANLUCA CORDA (OLBIA DEMOCRATICA). “Io non sono qua a fare legna o a buttare benzina sul fuoco. Occorre “ragionevolezza” come hanno detto le associazioni di categoria che oggi hanno addirittura quasi chiesto scusa. È legittimo andare ad adeguare le tariffe dopo 15-20 anni ma lo si deve fare sedendosi a un tavolo, concordandolo, in maniera graduale”.
MINORANZA • MADDALENA CORDA (OLBIA DEMOCRATICA). “Il vostro mutismo agli occhi di questi imprenditori è davvero assordante. Anche eliminare le insegne ha un costo e non è bassissimo. Oggi vi chiedo di ritornare sulle vostre decisioni e di dimostrare agli imprenditori che siete al loro fianco nel cercare delle soluzioni. Queste persone sono le stesse a cui avete chiesto fiducia in campagna elettorale”.
MINORANZA • PAOLA TOURNIER (INSIEME PER OLBIA). “Dopo due anni di pandemia il Governo ha previsto aiuti straordinari alle aziende. Nel nostro Comune si fa una politica opposta. Nel momento di maggiore disagio arriva l’aumento sproporzionato e inutile di una tassa che avrà effetti infausti. Spero ancora che la maggioranza ritiri la delibera”.
ASSESSORE VANNI SANNA. “Non si può annullare la delibera in autotutela perchè significherebbe andare in dodicesimi di bilancio creando un danno per questa amministrazione. Confermo la mia disponibilità ad incontrare le associazioni di categoria”.
MINORANZA • ANTONIO LORIGA (COALIZIONE DEMOCRATICA). “Ho ascoltato la protesta molto timida delle associazioni, molto diversa da quando ci cercavano. Non voglio trovare colpevoli oggi, vorrei invece cercare soluzioni anche con il sindaco e la sua maggioranza. Occorrono interventi per sostenere gli imprenditori”.
MINORANZA • IVANA RUSSU (COALIZIONE DEMOCRATICA). “Tolta la bomboniera del centro storico, invito il sindaco a farsi un giro a Pittulongu dove è pieno di mondezza. Lei vuole fare la città più bella e più grande. I soldi per fare le importanti infrastrutture li ha presi fuori dal bilancio comunale, dall’Europa e dalla Regione Sardegna. Intanto lei non cambia idea e, come sulla Ztl, non è voluto tornare indietro. L’aula è fatta per i dibattiti, non per avere yes man. Il sindaco pensa di essere il padrone della città perchè la amministra dal 1997″.
MAGGIORANZA • MONICA FOIS (RIFORMATORI). “Nessuno è qui per voler aumentare le tasse ma amministrare non è facile anche perché noi tutti siamo imprenditori e conosciamo bene i problemi legati a un’azienda. Avere una tassazione così alta fa adirare tutti. Forse abbiamo peccato in comunicazione. Però bisogna essere onesti. Noi imprenditori abbiamo una possibilità di scelta, possiamo scegliere se pagare o non pagare. Questa è una grande opportunità. Se ci fosse stato l’aumento di Tari o Imu non avremmo avuto questa possibilità. Dico agli imprenditori di cogliere l’offerta di un confronto con il sindaco e con l’assessore Sanna per trovare una soluzione concertata”.
MAGGIORANZA • MARIA ANTONIETTA COSSU (FORZA ITALIA): “Abbiamo fatto raffronti anche con altre città italiane e la scelta è in linea con il resto del Paese. Questa città sta diventando meravigliosa proprio nella cura dell’ecosostenibilità. In un’epoca dove i trasferimenti dello Stato non sono sufficienti e dove la pandemia ha determinato criticità, qualsiasi balzello è percepito come una ferita”.
MINORANZA • EUGENIO CARBINI (LIBERI). “La Tari è già aumentata e parlare di balzello è poco descrittivo. Qui si parla di un aumento del 500% e 600%. Oltre al problema delle insegne, bisogna parlare del suolo pubblico e sottolineare che le agenzie pubblicitarie sono destinate a chiudere. L’apertura non c’è stata: il sindaco ha detto dovete pagare. Se c’è davvero abusivismo e gente che non paga, come ha detto il sindaco, andiamo a colpire l’abusivismo. E come diceva Nanni Moretti “Dite qualcosa di centrodestra”.
































