Il più classico e antipatico degli stereotipi, vuole che gli uomini diventino calciatori e le donne ballerine.
Quando accade il contrario, papà e mamme cominciano a preoccuparsi, perché secondo un luogo comune assai diffuso, i ballerini perdono di mascolinità e alle giocatrici crescono i baffi e si ingrossano i polpacci.
L’esperienza invece insegna che proprio quando le cose sembrano andare al contrario, possiamo cominciare a scrivere le storie più belle. Questa volta vi raccontiamo quella di Francesca Pitittu da Arzachena, classe 2004, attaccante di razza, che alle scarpette rosse ha preferito quelle coi tacchetti di metallo e al parquet un bel prato verde.
Seguendo sin dall’inizio i consigli e gli allenamenti del suo mentore Gian Piero Pinna, muove i primi calci nel Cagliari, prima nei Pulcini, poi con gli Esordienti, infine nell’Under 15 (con un’esperienza positiva anche nel calcio a 5 in cui affrontava squadre maschili), segnando sempre un gran numero di reti.
Poi arriva il trasferimento all’Olbia ma la successiva pandemia da Covid, col conseguente congelamento di tutti i campionati, ne rallenta un pò l’attività. La passione no, quella non viene meno, anzi. La voglia di ricominciare a correre dietro ad un pallone è inarrestabile ed ecco che all’orizzonte si palesa la Torres, squadra mitica che negli anni 80/90 ha vinto 7 scudetti, 8 Coppe Italia e 7 Supercoppe di Lega.
Depositaria di una storia calcistica che in Italia ha davvero poche rivali, la squadra rossoblù tessera praticamente tutte le ragazze che vestivano la maglia dell’Olbia allenata da Pinna e del gruppo fa parte anche Francesca che si prende subito un posto da titolare a suon di goals nella squadra Primavera (8 reti in 8 partite).
La sua vena realizzativa attira l’attenzione dello staff della prima squadra ed ecco la ciliegina sulla torta: ad appena 17 anni Francesca fa il suo esordio in serie B nella gara col Brescia. Non è un’emozione da poco ma lei la gestisce con intelligenza, anche perché frequenta l’ultimo anno delle superiori e non può permettersi distrazioni perché c’è un esame che l’aspetta.
La qualità tecnica non le manca, il temperamento neanche. L’età poi è sua complice preziosa ed è probabile che sia solo l’inizio di una favola che si preannuncia ricca di sorprese e foriera di gioie e soddisfazioni. Chissà cosa ne pensa la mamma.
































