“Sono uno dei pochi parlamentari della commissione trasporti che ha votato No alla riconferma di Massimo Deiana all’Autorità di Sistema dei Porti della Sardegna per una serie di dubbi che riguardano la sua gestione. E non me ne sono affatto pentito anche per quello che ho sentito stasera”.
Parole dell’ex deputato olbiese del M5S, ora nel gruppo misto, Nardo Marino, pronunciate nel corso dell’ultimo ‘consiglio comunale aperto’ dedicato all’istituzione dell’autorità portuale di Olbia.
Marino si è dichiarato contrario alla “logica di accorpamento” espressa dal presidente Deiana. “Non si capisce perchè la Sicilia ne abbia ottenute tre di autorità portuali. Saranno anche “micro” come le ha definite Deiana ma non mi pare che i territori se ne siano lamentati di questo”.
Altro esempio di separazione viene dalla “Liguria che ha suddiviso i suoi porti in due autorità portuali malgrado abbia un chilometraggio di coste decisamente inferiore rispetto al nostro”.
In concreto, ha sottolineato Nardo Marino, “abbiamo un atto nero su bianco dell’ottobre scorso molto chiaro che impegna il Governo ad aprire le porte alla seconda autorità portuale della Sardegna previa un’interlocuzione con il presidente della Regione Sardegna alla luce di un’istruttoria valutando anche le ricadute sulla finanza pubblica.
Oltretutto Olbia la sua sede ce l’ha già. Non è stata demolita o adibita ad altro. Non ci sono nuovi costi, dunque, è lì. E dispone anche del personale visto che è stato trasferito da Olbia a Cagliari. Si tratterebbe quindi di riportare lo status a prima del 2016 con le due autorità portuali che, secondo me, lavoravano bene. Ora, pandemia a parte, mi pare che le cose siano peggiorate”.
Per il deputato ci sono anche anche altre motivazioni che giustificano la separazione delle due autorità portuali, una al sud e l’altra al nord: “La città di Olbia presenta anche delle questioni che riguardano l’urbanistica del centro cittadino che qualche volta vanno anche a configgere con le pertinenze dell’autorità portuale. Ci sono diverse problematiche estremamente delicate che riguardano la vita stessa della città. Ritengo che sia il momento di unire il territorio intorno a questa vertenza e che si superi la logica delle bandierine, perchè questa nostra città se lo merita”.
































