Olbia 29 gennaio 2026 – La scure del dimensionamento si abbatte pesantemente sulla Sardegna e sulla Gallura. Sono 9 le autonomie scolastiche tagliate nell’isola, con un provvedimento governativo emesso tramite il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani, nominato da Roma commissario per la Sardegna per procedere al piano di dimensionamento scolastico non ancora attuato.
La Sardegna, al pari di Emilia-Romagna, Toscana e Umbria, aveva subito il commissariamento da parte del consiglio dei ministri lo scorso 12 gennaio, per non avere provveduto a redigere entro i tempi stabiliti il piano di dimensionamento per il prossimo anno scolastico.
Nel dettaglio, il piano prevede la soppressione dell’Istituto “Baudi di Vesme” di Iglesias, accorpato all’IIS “G. Asproni”; l’unione del Liceo classico “G. Asproni” di Nuoro al Liceo “S. Satta”; la fusione degli istituti comprensivi “Arzachena 1” e “Arzachena 2”; l’accorpamento tra “Nuoro 1 Ferdinando Podda” e “Nuoro 2 Pietro Borrotzu”; la soppressione dell’Istituto comprensivo di Orgosolo, integrato a Oliena; l’unione tra Tertenia e Bari Sardo; l’accorpamento dell’Istituto “Anna Compagnone” di Palau con quello di Santa Teresa di Gallura; la soppressione dell’Istituto “G. Deledda” di Ilbono, integrato a Lanusei; l’unione tra Thiesi e Pozzomaggiore. In Gallura il provvedimento colpisce pesantemente i comuni di Arzachena e Palau.
Nel centro smeraldino l’Istituto comprensivo “Arzachena 2” è stato soppresso e accorpato al comprensivo “Arzachena 1”. La nuova denominazione sarà Istituto comprensivo “Arzachena 1-2” con sede dell’autonomia all’Istituto comprensivo “Arzachena 1”.
In concreto questa scelta va ad accorpare le tre scuole dell’infanzia del Comprensivo 1 (Arzachena, Cannigione e San Vincenzo), la scuola primaria di Cannigione e la scuola secondaria di primo grado di Arzachena con la scuola dell’infanzia di Porto Cervo, la scuola primaria di Abbiadori, la scuola primaria di Arzachena e la scuola secondaria di primo grado di Abbiadori, finora sotto la gestione del Comprensivo 2.
Da questa scelta verrà fuori dal prossimo anno scolastico un mostro a nove teste con scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado sparse in un territorio vasto, complesso e differenziato come quello di Arzachena, per un totale di quasi 1200 alunni.
Il nuovo Istituto comprensivo avrà un’unica dirigenza scolastica e un unico dsga. Il personale amministrativo dei due istituti, che già ora doveva sobbarcarsi una mole di lavoro notevole con risorse umane precarie, verrà rimodulato con modalità ancora da definire.
Stessa sorte per l’Istituto “Anna Compagnone” di Palau, sotto la cui egida sono comprese le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di Palau e le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di Sant’Antonio di Gallura, per un totale di circa 400 alunni. Verrà accorpato all’Istituto comprensivo “P.F.M. Magnon” di Santa Teresa di Gallura, composto dalle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di Santa Teresa di Gallura e le scuole primarie di San Pasquale e Aglientu, che accolgono nel complesso oltre 400 studenti. Il nuovo comprensivo gestirà ben undici istituti scolastici divisi su quattro comuni, con sede dell’autonomia al “P.F.M. Magnon” di Santa Teresa di Gallura.
Il provvedimento ha suscitato le ire della Regione Sardegna: “La decisione del Governo è stata quella di chiudere il dialogo con la Regione Sardegna, di non ascoltare le reali esigenze di un’isola che ha le sue particolarità e difficoltà, e che ha l’esigenza di investire sulla scuola e sull’istruzione – afferma l’assessora regionale della pubblica istruzione Ilaria Portas – siamo stati commissariati e sono state tagliate altre 9 autonomie scolastiche sulla base di freddi calcoli che non rappresentano neanche i numeri reali”.
Non è escluso che anche le amministrazioni galluresi dei comuni interessati si facciano sentire per manifestare il proprio dissenso ad una scelta che rischia di minare la qualità dell’offerta formativa e la gestione amministrativa delle scuole, mettendo inoltre a rischio la stabilità di numerosi posti di lavoro.
Sono le conseguenze dei criteri di riferimento aggiornati dal decreto interministeriale n. 124 del 30 giugno 2025, e dal fatto che ormai le scuole sono considerate aziende che devono produrre numeri e se questi vengono meno si procede al dimensionamento, con buona pace dell’autonomia dei territori.
































