Sono sbarcati a Olbia questa mattina gli 82 bambini scampati alle atrocità della guerra in Ucraina. Al porto Isola Bianca hanno trovato una giornata di sole tiepido e tanti giocattoli, peluche, mazzetti di mimose per la giornata della donna, e piccole confezioni di cioccolatini e caramelle.
La missione, voluta dal deputato di Forza Italia Ugo Cappellacci, presidente dell’Unione interparlamentare per l’amicizia tra Italia e Ucraina, in collaborazione con il console onorario ucraino in Sardegna Anthony Grande, è sbarcata a Olbia ed è diretta a Cagliari dove sono pronte due strutture che ospiteranno i bambini e le accompagnatrici.

“É andato tutto molto bene, malgrado alcuni intoppi lungo la strada, ma ci sta – commenta Cappellacci -. La cosa importante è che questi bambini siano al sicuro sul suolo sardo compresi i due positivi che viaggiano in modalità protetta in ambulanza e ora stiamo per partire per Cagliari”.
I due gruppi di bambini giunti al punto di incontro oltre confine provengono da altrettanti istituti. Il primo dal cuore della guerra nella regione del Donbass, nell’Ucraina orientale al confine con la Russia mentre il secondo gruppo proviene dalla zona di Odessa che gli osservatori internazionali ritengono prossima a subire i bombardamenti russi.
“Due ore prima di raggiungere il punto d’incontro abbiamo aspettato e tardato molto perchè uno dei gruppi era fermo alla stazione e nessuno poteva uscire perchè in quel momento c’erano bombardamenti”.

Una situazione di grandissima tensione con scambi continui al telefono, finché le linee lo permettevano, tra chi aveva il compito di portare i gruppi oltre confine e la delegazione sarda che li attendeva al punto di incontro.
“Io di esperienze così forti, a parte la nascita dei miei figli, non ne avevo mai provate – aggiunge Cappellacci -. È straordinario l’approccio con questi bambini. Il loro sorriso ci accompagnerà per sempre. Ma adesso il pensiero è per quelli che sono ancora là. Ce ne sono rimasti ancora circa 140. Ora dobbiamo immediatamente appurare come stanno e, in secondo luogo, penseremo a come organizzarci per andare a prenderli”.
































