Il Gup del Tribunale di Tempio, Caterina Interlandi ha condannato con rito abbreviato Piero Manai a 2 anni e 8 mesi e oltre il doppio della pena per Attilio Cossu: 6 anni. Entrambi erano stati arrestati con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti.
La vicenda risale al 1° agosto dello scorso anno quando i militari della Guardia di Finanza di Olbia avevano rinvenuto in un capannone di Telti ben 850 kg di marijuana. Il quantitativo più ingente mai sequestrato in Gallura.
L’indagine era partita dalla Procura di Livorno che aveva seguito il filo rosso dello spaccio che univa Toscana e Sardegna. L’attività investigativa era partita in seguito a un primo arresto del camionista Attilio Cossu, originario di Macomer e residente a Olbia, fermato durante un controllo del suo mezzo nel porto labronico. In quella occasione la Finanza sequestrò 10 kg di marijuana.
La meticolosa indagine aveva portato a Telti le cui campagne furono battute palmo a palmo dai finanzieri di Olbia coordinati dal capitano Carlo Lazzari, che si conclusero con la scoperta della montagna di droga stoccata in un capannone risultato nella disponibilità di Piero Manai, residente a Olbia.
Oggi il Giudice, dunque, ha emesso la sentenza: lieve, considerando il maxi sequestro, per Piero Manai difeso dall’avvocato Marzio Altana, pesante per Attilio Cossu difeso da Antonello Desini. Una disparità nel verdetto presumibilmente dovuta al fatto che Cossu, al contrario di Manai, era gravato da precedenti penali.
Ciononostante l’avvocato Desini ha preannunciato ricorso: “In attesa di vedere le motivazioni posso già anticipare che andremo in appello, soprattutto perché, fin dal primo momento, il coimputato Manai si era assunto la paternità del traffico scagionando di fatto il mio assistito”. Evidentemente prima il PM Antonello Lavra che aveva chiesto pene fino a 10 anni, e soprattutto il Gup Interlandi non hanno creduto all’assunzione di responsabilità da parte di Piero Manai.
































