“Aria puzzolente e irrespirabile. Non se ne può più. Stiamo perdendo clienti che scappano dalle nostre aziende”. L’ultima protesta nei confronti della Vitali, che si occupa del trattamento di materiali bituminosi in zona industriale a Olbia, è di questa mattina ma le segnalazioni sono innumerevoli da quanto l’industria ha aperto i battenti nel maggio scorso.
L’impianto di conglomerato rende l’aria irrespirabile. È ormai un dato di fatto. Sorprende che il Cipnes non intervenga a tutela dei consociati e costringa la Vitali a porre fine a una situazione che sta rendendo la vita impossibile anche al personale delle aziende vicine della zona industriale di Olbia.
Sorprende anche che la stessa azienda abbia trovato spazio all’interno di un sito che per caratteristiche non ha i connotati di area industriale pesante. Ciononostante, a seconda del ciclo produttivo e del vento, “la nostra vita è cambiata – dicono i responsabili delle aziende vicine. Abbiamo più volte segnalato l’anomalia al Cipnes ma fino a questo momento il consorzio non è mai intervenuto. Questa mattina, nel bel mezzo di una trattativa di vendita, marito e moglie sono letteralmente scappati. La signora mostrava segnali di vero malessere respiratorio. Sia chiaro, non si tratta di una opinione personale ma di una situazione oggettiva del tutto evidente”.
“L’aria irrespirabile – dicono ancora le vittime inermi che popolano le aziende vicine – si manifesta sistematicamente ogni qualvolta si attiva una determinata lavorazione. Noi non sappiamo se quello che respiriamo sia nocivo, di certo fa schifo e non si può stare. Da quando la Vitali ha avviato l’attività la qualità della vita per noi è diventata allucinante e se non si fa qualcosa saremo costretti a chiudere”.
































