“La proposta di realizzare un deposito di GNL e una centrale elettrica a gas nel Golfo di Olbia è incompatibile con la transizione energetica e con sicurezza del territorio”. É la sostanza del documento firmato da Legambiente Gallura che si dice contraria alla realizzazione del progetto di Enerclima 2050.
“La Sardegna deve essere un laboratorio per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e questo progetto va nella direzione opposta. Non si capisce il perché si voglia posizionare il deposito del gas nel golfo di Olbia, non è prevista nel recente DPCM Energia per la Sardegna. Nel Decreto infatti, per approvvigionare Olbia è previsto l’utilizzo del gas proveniente dal deposito di Porto Torres.
Diciamo NO a un progetto inutile e dannoso alla luce di alcune considerazioni:
1- È irragionevole prevedere la realizzazione di nuove centrali a gas quando è necessario e urgente procedere nello sviluppo delle FER per liberarsi dalla dipendenza dalle fonti fossili per attuare raggiungere gli obiettivi UE della decarbonizzazione e rendere il nostro Paese energeticamente indipendente dalle crisi geopolitiche e di mercato.
2- L’impianto interferisce gravemente con le attività del porto di Olbia per motivi di sicurezza e ambientali. Infatti si inserisce nel cuore del Golfo di Olbia, uno specchio d’acqua quasi chiuso, soggetto ad un elevatissimo traffico commerciale (4,7 milioni di passeggeri nel 2021) e di merci e che costituisce un delicato ecosistema sul cui equilibrio si basa, tra l’altro, la fiorente attività di mitilicultura attualmente svolta.
3- Il Deposito e la Centrale sono a ridosso di una zona densamente popolata, dove si svolgono attività artigianali e commercio, e non sarebbe garantita la distanza di sicurezza in caso di incidente, che dovrebbe essere di almeno 1.5-2 Km. Per di più l’area individuata è adiacente al Rio Padredduri, e quindi a serio rischio in caso di esondazione.
4- L’attività di rifornimento del deposito da parte delle navi metaniere, previsto con una frequenza anche settimanale, è incompatibile con tutte le altre attività di navigazione (traffico merci, traghetti, diporto, ecc..) nel golfo a causa della distanza di sicurezza che sarebbe necessario mantenere e del fatto che alla metaniera dovrebbe essere lasciata completamente sgombra la via verso il mare aperto in caso di incidente.
5- In un porto come quello di Olbia è impensabile interrompere il traffico navale, soprattutto nei periodi di maggior affluenza turistica. Durante lo scarico si creerebbero troppe interferenze non compatibili con l’attuale utilizzo del golfo.
6- Lo scarico continuo dall’impianto a circuito aperto dell’impianto di raffreddamento della centrale determinerebbe effetti cumulativi nel tempo di inquinamento, e innalzamento della temperatura a causa della scarsa profondità e della configurazione quasi chiusa del Golfo. La sua bocca è larga poco più di 300 metri a fronte di una lunghezza di più di 5 chilometri.
7- L’intervento non è compatibile dal punto di vista paesaggistico perché creerebbe una sensibile modifica del paesaggio costiero che collega Olbia a Pittulongu. Si tratta infatti di un deposito enorme alto quanto un edificio di 15 piani, di un rigassificatore, di una centrale elettrica con volumetrie e ciminiere, tipiche di uno skyline industriale.
Chiaro è che bisognerebbe prevedere l’approvvigionamento nel futuro prossimo del gas per le navi, ma tali scelte vanno fatte con criterio, e non pensando ad un deposito di 40.000 mc realizzato in un’area fortemente antropizzata dove sorgono diverse strutture turistico-ricettive e affiancato da viabilità di alto traffico.
Il metano verrà utilizzato in una fase di transizione che lascerà il posto all’utilizzo di energie rinnovabili prodotte dal vento e dal sole, di cui è ricca la Sardegna. Alla luce di questa considerazione è impensabile fare grossi investimenti a lungo termine per l’utilizzo del metano di cui la Sardegna non dispone.
È un progetto dannoso per l’ambiente e l’economia di Olbia e della Sardegna e che va nella direzione opposta a quella indicata dal Green Deal di una necessaria e urgente transizione energetica. Per questi e altri motivi Legambiente Gallura sta organizzando un incontro pubblico. E’ una battaglia che si può vincere!”
































