Ieri, nella sala conferenze del museo archeologico, Rubens D’Oriano ha tenuto una conferenza dal titolo “L’archeologia a Olbia, ieri, oggi e domani”, per ripercorrere quarant’anni di scavi archeologici a Olbia.
Quella che, come da lui stesso annunciato in apertura, doveva essere la conferenza più difficile della sua vita, è forse diventata una delle più emozionanti: Olbia ha giustamente omaggiato l’impegno, la dedizione e l’amore verso la città, ribadito più volte durante la conferenza, del suo ormai ex responsabile della Soprintendenza che verrà sostituito da Francesco Carrera.

Dopo la conferenza infatti, il sindaco Settimo Nizzi e l’assessora alla cultura Sabrina Serra hanno consegnato ad un commosso D’Oriano una targa per celebrare il grande lavoro svolto negli anni.
Nella conferenza D’Oriano ha ripercorso quarant’anni di scavi nel centro urbano, resi estremamente impegnativi dal fatto che la città antica è completamente ricoperta da quella moderna e ha elencato quali sono state le scoperte più importanti.
Tra queste la scoperta della fase fenicia e greca della città, la datazione dell’inizio dell’Olbia cartaginese, l’attacco dei Vandali che determinò l’affondamento delle navi ritrovate nel tunnel e la fine dell’Olbia romana.
L’assessora Sabrina Serra ha poi elencato gli interventi di tutela e valorizzazione che riguarderanno il nuraghe Belveghile, la fattoria romana che sarà dotata di una nuova copertura, le mura puniche e l’isolano punico di via Nanni, grazie ai 190 mila euro di finanziamenti ottenuti dalla Regione.

L’intervento più urgente riguarderà la salvaguardia della cisterna romana di via Mincio, anche in previsione della tappa del rally mondiale. Nella stessa ottica di collaborazione di questi anni, il Comune e la Soprintendenza, che non è in alcun modo contraria al passaggio del rally, hanno già elaborato un piano di protezione del sito.
In chiusura, anche i ragazzi dell’Istituto Panedda, guidato da Gianni Mutzu, hanno voluto omaggiare D’Oriano con un video di promozione turistica delle mura puniche di via Torino, sito idealmente “adottato” dallo stesso istituto situato a poca distanza.
































