“L’obiettivo delle nostre manifestazioni è quello di non far dimenticare la presenza di noi lavoratori di Air Italy all’opinione pubblica”. È quanto ha dichiarato Alessandro Brandanu di Usb nel sit in di questa mattina, venerdì 21 gennaio, organizzato insieme ad Ap, Cobas e lavoratori dell’ex Meridiana per evitare che si spengano i riflettori sulla vertenza.
L’incontro, che si è svolto a partire dalle 10:00 in piazza Terranova Pausania, fronte municipio, ha messo in luce la mancata convocazione di un Tavolo interministeriale per Air Italy con la partecipazione delle Regioni Sardegna e Lombardia che, come annunciato dal Governo, si sarebbe dovuto tenere nei primi dieci giorni dell’anno.
“Non abbocchiamo alle provocazioni di chi ci offende e andiamo avanti nella nostra protesta – ha detto Brandanu -. Abbiamo un background difficilmente replicabile e, insieme, il diritto e l’aspirazione di tornare a fare il nostro lavoro. Oggi siamo meno del solito, circa 70, e questo è sicuramente l’effetto delle lettere di licenziamento. Non dobbiamo fermarci e bisogna andare a Roma a farsi sentire perché le cose vanno guadagnate”.
Il rappresentante di Usb ha voluto evidenziare come il “caso Air Italy” non possa essere equiparato alla vertenza Alitalia. “Chi dice che siamo uguali vi prende in giro. Non confondiamo i piani su cui si giocano le due partite: siamo stati i primi nel trasporto aereo a ricevere le lettere di licenziamento. Bisogna partecipare agli incontri, c’è poco da fare. Il riscontro mediatico che avremo dipenderà da quanto faremo. Inoltre, il decreto Milleproroghe verrà approvato a febbraio e la speranza è che vengano ricompresi i lavoratori di Air Italy”.
Secondo Paolo Totaro di Ap “Oggi la nostra occupazione è questa: cercare lavoro e avere supporto dallo Stato. Vogliamo entrare in ITA ma farvi parte significa escludere qualcun altro mentre noi vogliamo che tutti i lavoratori vengano tutelati. Salvarne uno e licenziare il collega, come già successo in passato, sarebbe una sconfitta”. I sindacalisti hanno ribadito ancora una volta l’utilità dell’introduzione di una clausola sociale nel trasporto aereo e hanno fatto un appello all’unità, ricordando che “non si può essere divisi in un momento come questo”.
Presente al sit in anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Roberto Li Gioi. “Il progetto dell’Aerea di crisi complessa per i lavoratori del trasporto aereo è la soluzione reale per tornare a lavorare. Consentirebbe la creazione di un bacino per ricomprendete i lavoratori e garantirebbe un sostegno al reddito che andrebbe oltre l’anno. Personalmente – ha detto Li Gioi – continuerò a lavorare affinché l’Area di crisi complessa del trasporto aereo veda la luce. Ritengo sia una soluzione che possa traghettare i lavoratori verso lidi più sicuri”.
































