Domenico ci ha lasciati e il vuoto che sento non sarà colmabile perché oggi ho perso un fratello. Insieme abbiamo trascorso 34 anni di lavoro e amicizia ma il rapporto che ci legava andava ben oltre. Ci legava qualcosa di speciale che ci permetteva di capirci al volo senza bisogno di parlare.
Domenico venne assunto nell’allora AMTU alla fine degli anni “70 con la qualifica di “tecnico delle gettoniere”. Da quel primo momento la sua carriera è stata un crescendo continuo fino a diventare responsabile dell’Area Tecnica dell’ASPO.
Aveva una marcia in più rispetto a tutti noi. Era intelligente e davanti ai problemi era capace di trovare la soluzione migliore. All’interno dell’azienda aveva un’autorevolezza riconosciuta da tutti.
Tra le centinaia di episodi divertenti che ho condiviso con Domenico mi è rimasto particolarmente impresso il rapporto che aveva instaurato con l’allora direttore generale, il siciliano dott. Sallemi. Chiamava Domenico nei momenti più impensabili, specie nei giorni liberi.
Una domenica d’estate, Domenico era in barca nei pressi di Tavolate. “Mimì – lo chiamava – dove c… sei?”-
“Dottò sono in barca, è domenica!” e lui: “Vieni subito qui che dobbiamo parlare perché tu sei sempre in servizio”. E lui, sempre con grande pazienza, rispondeva senza mai trascendere. Addio Domenico.
Gianni Pellegrino
































