Il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda sotterra l’ascia di guerra nei confronti di Vittorio Sgarbi, querelato dal primo cittadino a seguito delle polemiche scatenate nell’estate del 2020.
Nei giorni di ferragosto, nel periodo di massimo afflusso dei turisti, Roberto Ragnedda emanò un’ordinanza che limitava la diffusione dei decibel nei locali notturni del territorio comunale, imponendone di fatto la chiusura anticipata a causa di un pericoloso focolaio di covid nella zona.
Divampò quindi una feroce polemica con Flavio Briatore, patron del Billionaire, che accusò il sindaco smeraldino di aver adottato misure restrittive anti-covid inutili, che impedivano l’attività lavorativa degli imprenditori del settore.
A questo seguirono parole grosse e insulti a Ragnedda sui social e in trasmissioni televisive nazionali, a cui si accodò anche Vittorio Sgarbi, che definì il primo cittadino un “finto sindaco capace solo di scaricare bottiglie al Billionaire”. Da qui la decisione del sindaco di Arzachena di sporgere querela per diffamazione nei confronti di entrambi.
Nel marzo del 2022 Ragnedda decise di rimettere la querela contro l’imprenditore cuneese, a seguito delle sue scuse nei confronti del sindaco e della comunità arzachenese. Ora anche la querelle giudiziaria contro il noto critico d’arte e politico sembra giungere a termine.
Ieri infatti era in programma la prima udienza del processo presso il tribunale di Macerata, in cui il sindaco avrebbe dovuto raccontare la sua versione dei fatti.
Il difensore del critico d’arte tuttavia ha chiamato al telefono Vittorio Sgarbi prima dell’ingresso in aula, per metterlo in contatto con Roberto Ragnedda. La telefonata pare abbia avuto esito positivo, con un confronto che ha sancito un accordo tra le parti che eviterà le fasi successive del procedimento penale.
L’udienza del giudice Barbara Angelini è stata aggiornata a marzo 2024, quando la vicenda verrà chiusa definitivamente.
































