PORTO CERVO. Lamborghini ha svelato la “Huracán Sterrato Opera Unica” scegliendo il palcoscenico dell’Hotel Cala di Volpe per presentare la vettura realizzata con un esclusivo processo di verniciatura a effetto cristallo.
La super sportiva, un esemplare ad oggi unico ispirato ai colori del mare della Sardegna, è stata presentata durante un evento esclusivo dedicato ad alcuni clienti dei gioielli della Casa di Sant’Agata Bolognese. La nuova Huracán Sterrato “Opera Unica”, presentata durante l’anno delle celebrazioni per i 60 anni del marchio, realizzata con le colorazioni iconiche e brillanti, mostra l’infinito livello di personalizzazione. In questo caso il processo di lavorazione ha permesso di creare una tonalità decisamente unica.
Per la presentazione ai 120 ospiti la nuova Lamborghini è stata posizionata su una piattaforma galleggiante fronte mare e presentata da Stephan Winkelmann, Chairman e Ceo di Automobili Lamborghini. Un gruppo di artisti e ballerini ha preceduto il momento in cui “Opera Unica” è stata svelata ai presenti, introdotta da uno speciale video con cui è stato descritto il processo di creazione della vettura, durato più di 300 ore.
“Huracán Sterrato nasce dalla volontà di sfidare ciò che ci si aspetta e si dà per scontato: è una supersportiva che va oltre le convenzioni – ha commentato Stephan Winkelmann -. La one-off Huracán Sterrato “Opera Unica” compie un ulteriore passo in avanti e, in perfetto stile Lamborghini, attira su di sé ogni sguardo risaltando la forma d’arte. La bellezza e i colori della Sardegna sono da sempre fonte di incredibili emozioni per noi di Lamborghini. Questa è l’occasione perfetta per sperimentare un nuovo processo di verniciatura, esplorare a pieno le possibilità delle personalizzazioni e presentare poi questa speciale “Sterrato” a clienti e ospiti in quello stesso contesto che è stato fonte di ispirazione per questo effetto cristallo blu”.
Dopo il suo debutto, la “Huracán Sterrato Opera Unica” viene esposta al Lamborghini Lounge di Porto Cervo fino al 10 settembre.

































