OLBIA. La Asl Gallura sta compiendo un passo avanti nel rafforzamento del legame con il territorio, avviando il progetto per l’istituzione del Comitato consultivo misto. L’organismo, previsto dall’atto aziendale, sarà formato da associazioni e cooperative sociali e dialogherà con la direzione aziendale per migliorare la qualità dei servizi sanitari e socio-sanitari offerti dalla Asl Gallura.
La prima assemblea del Comitato si terrà il 10 maggio nell’aula magna dell’ospedale Giovanni Paolo II. Sono invitati i rappresentanti degli organismi del terzo settore. “Chiunque desideri partecipare – dicono dalla Asl Gallura – dovrà inoltrare la domanda entro il 5 maggio all’indirizzo email direzione.generale@aslgallura.it“.
Il Comitato consultivo misto potrà contribuire alla pianificazione aziendale con proposte e suggerimenti, valutare la funzionalità e la qualità dei servizi offerti ai cittadini e proporre progetti per superare eventuali criticità. La sua composizione paritetica sarà formata da sette membri designati dall’Azienda, due membri di diritto e cinque eletti tra i presenti. La presidenza del comitato sarà affidata al direttore sanitario o a un suo delegato.
“Crediamo molto in questo strumento perché contribuirà ad abbattere il muro che si è creato nel tempo fra la sanità e il territorio – dichiara il direttore generale della Asl Gallura, Marcello Acciaro –. Associazioni e cooperative sociali sono un anello importante della catena e il loro supporto in termini di partecipazione, proposte, valutazioni e consigli può consentirci di migliorare i servizi. La Sanità è di tutti e i cittadini possono essere i primi attori in questo processo di cambiamento avviato con la legge che ha riformato il nostro sistema sanitario regionale.
L’atto aziendale approvato di recente mette al centro il paziente, dà rilevanza alla sanità d’iniziativa per far emergere i bisogni di salute del territorio e garantire le cure soprattutto a domicilio. In questo quadro si inserisce perfettamente l’azione del Comitato consultivo misto, formato proprio dai soggetti che hanno uno stretto contatto con i territori e che sono in grado di tradurre e portare all’attenzione i bisogni della popolazione”.
































