Olbia. “Insolita e particolare la serata appena conclusa ma è andata bene e crediamo che la gente si sia divertita. Abbiamo commentato le nostre foto con didascalie orali” dicono i fotoreporter Gavino Sanna e Antonio Satta alla fine della chiacchierata con Tommi Rossi per l’Archivio Mario Cervo in trasferta, per ragioni di spazio, al MusMat.
Sui due monitor ai lati della scena è stata proiettata una piccola parte dell’immenso patrimonio di immagini di Sanna e Satta a partire da una bella foto di Nello Di Salvo, vero mentore di entrambi.
“Zio Nello è colui che mi ha insegnato a fotografare – ha detto Antonio Satta -. Era un vero fotoreporter, l’unico. Gli altri facevano tessere – diceva – io andavo in strada. Sapeva cosa fotografare e io ho imparato tutto da lui”
“Nello l’ho conosciuto da Gesuino Rassu – ha raccontato Gavino Sanna -. Io dipingevo e andavo nello studio di Rassu. Lì ho conosciuto Nello e attraverso le sue immagini mi sono appassionato alla fotografia. Un grande maestro”.
Nel passaggio dall’analogico al digitale si sono susseguite sugli schermi le foto in bianco e nero della strage di Chilivani, di quella terribile di Georg Gostner a Santa Teresa del ’93 con l’omicidio dei suoi due bambini, e poi il rapimento di Ferruccio Checchi, il sequestro Kassam, le immagini di Matteo Boe, e ancora la cronaca dei morti negli incendi di San Pantaleo e Tempio Pausania.
Sanna e Satta hanno fatto scorrere le immagini della prima alluvione di Olbia, quella del febbraio del 1979, con la città allagata ma senza danni passando per la seconda alluvione del 2013, quella che seminò morte e distruzione con le immagini epocali di via Argentina, di viale Vittorio Veneto, del ponte di Isticadeddu e della voragine di Monte Pino.
“La sera del 18 novembre del 2013 feci le foto per il giornale fino a tardi. Il giorno dopo – racconta Sanna – non andai a lavorare. Dovetti, purtroppo, fronteggiare la devastazione che aveva colpito la mia casa”.
Per una volta i due fotografi sono passati dall’altra parte del mirino raccontando storie ma anche retroscena inediti legati agli scatti, molti dei quali diventati famosi non solo in Sardegna.
Nei monitor si sono visti grandi personaggi da Lady Diana a Porto Rotondo con Mario Melis e Francesco Cossiga a Berlusconi con Putin alla Certosa e Tony Blair a Palau. E poi ancora Berlusconi con Zapatero e il G8 a La Maddalena. Gorbaciov, l’Aga Khan, Spadolini e star della musica come De Gregori, BB King, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Renato Zero, Miles Davis e anche Bon Jovi che si mise in posa per i due fotografi con il suo areeo personale alle spalle.
Applausi e commozione per diverse immagini del compianto Francesco Pilu dei Cordas et Cannas, recentemente scomparso. E ancora tantissimi sportivi da Zeman a Zola, Gimondi, Chiappucci, Moser. Impossibile citare lo sterminato elenco di personaggi immortalati dagli obiettivi prima digitali e poi analogici dei due fotoreporter.
Oggi Gavino Sanna é in pensione. “Il lavoro non mi manca affatto – ha detto Sanna -. Ho fatto il mio, oggi tocca ai giovani. Mi piace, invece, lavorare all’archivio e alla catalogazione delle foto. A questo proposito sto preparando il materiale per un libro che realizzerò a breve con Augusto Ditel”.
“È stato bello raccontare storie e retroscena – ha chiuso Antonio Satta -. Per me non c’è differenza tra cronaca, spettacolo, politica e sport anche se, devo dire, che la ‘nera’ ti lascia spazio di interpretazione. Oggi tutti fotografano ma l’attimo, quello che fa la vera differenza, bisogna saperlo fare”.
































