Sono un cicloturista che, proveniente da Vicenza, ha appena concluso un bellissimo viaggio in bicicletta fino in Sardegna, con periplo quasi completo dell’Isola. Il giorno 13/7 alle ore 07:30 sono sbarcato ad Olbia da una nave proveniente da Livorno.
Mi sono diretto in direzione Golfo Aranci e all’altezza della rotatoria denominata “Rotonda Pozzo Sacro” (una grande rotatoria a forma non circolare, adiacente la zona industriale e vicino al porto industriale Cocciani), sono stato attaccato da un branco formato da 20-30 cani randagi che stazionavano all’interno dell’area della rotatoria.
La strada è già di per sé poco piacevole per un ciclista, perchè trafficata anche da camion e priva di pista ciclabile. Procedendo in direzione Golfo Aranci, i cani mi hanno visto e , tutto un tratto, si sono diretti a massima velocità contro di me. Erano almeno 20 cani di grossa taglia. Nel frattempo le auto e i camion passavano.
Non potevo fermarmi perchè avrei rischiato di essere investito dai camion e dalle auto, e allo stesso tempo non potevo procedere perchè sarei andato incontro ai cani. Dopo un tentativo di fuga, facendo a zig zag tra più cani, sono stato costretto a girare a destra per Via Madagascar. Un cane aveva azzannato la borsa laterale della mia bicicletta e di fatto lo trascinavo avanti.
L’adrenalina prodotta mi ha dato la forza di pedalare il più velocemente possibile, fino a stancare anche gli ultimi cani e fino a raggiungere un cantiere nautico a qualche centinaio di metri dove, fortunatamente, ho trovato due persone in auto che mi hanno aiutato. Di fatto dovevo tornare alla rotatoria per procedere verso Golfo Aranci, e queste persone mi hanno fatto da scudo con l’auto consentendomi di non essere intercettato dai cani che stazionavano ancora nella rotatoria.
Da anni pedalo in bicicletta per le strade d’Italia e d’Europa, le mie vacanze sono quasi sempre in sella ad una bicicletta, mezzo che utilizzo quotidianamente anche nella mia città. Mai, però, ho provato una paura così intensa per l’evidente e incontrollabile pericolo. Quello stesso giorno mi sono poi recato alla stazione dei Carabinieri di Olbia per denunciare il fatto, ma sono stato invitato a scrivere a voi poichè, a detta dei Carabinieri, la questione riguarda voi e non loro e non essendoci stato un ferito non avrei potuto denunciare nessuno.
Ho anche parlato con delle guardie cinofile trovate per caso a Porto Rotondo, le quali mi hanno detto che il problema è noto ma non lo si riesce a risolvere anche a causa di alcune persone che portano da mangiare al branco di cani e di fatto favorendone la permanenza.
Non so a chi competa la questione, quello che so è che mi sono trovato in pericolo. Non solo per gli eventuali morsi dei cani, ma soprattutto per il pericolo di un’eventuale caduta causata dai cani in un tratto di strada pericoloso e non certamente adatto alle biciclette (ma non vietato a queste ultime).
Potete immaginare come abbia affrontato i successivi 8 giorni di pedalata in Sardegna. Sottolineo che il fatto è accaduto quindici minuti dopo essere sbarcato in Sardegna, e se non fosse stata la cinquantesima volta che mi reco nella vostra isola ma la prima, probabilmente avrei fatto marcia indietro e sarei tornato in continente deluso, spaventato e amareggiato. Un pessimo biglietto da visita quindi, soprattutto per una tipologia di turismo che invece andrebbe sostenuto, aiutato e valorizzato, proprio grazie alla sostenibilità di cui il turismo in bicicletta è promotore.
Spero che possiate accogliere la mia narrazione e che possiate aggiornarmi delle eventuali evoluzioni in materia di prevenzione del randagismo e gestione delle colonie di cani randagi.
Come ultima cosa, sottolineo che non sono una persona che nutre paura dei cani e che ho una confidenza significativa con il mezzo a due ruote. Se al posto mio vi fosse stata una persona timorosa dei cani, o meno esperta nella conduzione della bicicletta, o anziana, penso che le conseguenze potrebbero essere state ben altre.
Cordialmente
Prof. Simone Ariot
































