OLBIA. “Quando ho saputo che la Fanfara avrebbe suonato a Olbia non ho dormito dalla felicità”. Antonio Spina, 41 anni, sassarese, musicista al sax contralto nella Fanfara del presidio marittimo nord, non trattiene l’emozione per essere arrivato in Sardegna, anche per un solo giorno, dopo otto anni di assenza.
Al termine dell’esibizione della Fanfara che ieri sera, con un mini concerto in corso Umberto, ha chiuso i festeggiamenti per 157° anniversario dalla fondazione delle Capitanerie di Porto, è un fiume in piena.
Dapprima ha ringraziato il direttore marittimo Giovanni Canu per aver invitato a Olbia la Fanfara e poi ha chiacchierato con la gente che si avvicinava. “Sono sardo e mancavo dalla mia terra da otto anni. Per tutto questo tempo ho sofferto di una tale nostalgia che quando ho saputo che avremo suonato a Olbia sono letteralmente esploso di felicità”.
Spina racconta che la nostalgia per la Sardegna (a Sassari vivono i genitori e i fratelli che però non ha potuto salutare fisicamente per la breve permanenza a Olbia) è diventata una specie di malattia negli anni del lockdown.
“Io credo che tutti soffrano il distacco dalla propria terra ma ho la sensazione che per noi sardi le cose siano più profonde. Forse perché siamo isolani e ogni ritorno per noi è un viaggio e non un semplice spostamento come avviene per i connazionali delle altre regioni, forse perché il nostro cielo è così azzurro e il nostro mare così trasparente, sta di fatto che questa giornata a Olbia ha per me il valore di una boccata di salute”.
Antonio Spina, sottocapo di prima scelta, è l’unico sardo nella Fanfara. È un militare ma è anche un artista e come spesso capita ai creativi, vive di passioni:
“Far parte della banda marittima è un’esperienza formativa straordinaria – dice a proposito della sua professione -. Con il maestro Ventre sono cresciuto tantissimo e grazie a i colleghi considero la Fanfara la mia seconda famiglia. Siamo una squadra molto coesa e tra noi c’è tantissima stima e amicizia. Da questo punto di vista mi considero molto fortunato e sono orgoglioso della mia appartenenza alla Capitaneria, sia come militare che come musicista. E oggi, poi, ho suonato nella mia Sardegna! Sono felicissimo. Ora vi saluto perché dobbiamo rientrare e tra poco ci imbarchiamo per La Spezia. Vi abbraccio tutti, siete il mio popolo è vi porto sempre nel mio cuore”.
































