L’ospedale di Olbia ha la sua “stanza rosa”. Uno spazio dedicato alle donne vittime di violenza che, una volta arrivate in Pronto Soccorso, verranno accompagnate in un’area protetta per ricevere un’adeguata assistenza in totale privacy. L”iniziativa è stata realizzata dalla sezione olbiese di Soroptimist in collaborazione con il reparto d’urgenza del Giovanni Paolo II e si inserisce all’interno del progetto “Codice rosa bianca”. Un lavoro di sinergia in aiuto dei soggetti che subiscono violenza allo scopo di “fare rete” con le forze dell’ordine, centri antiviolenza e associazioni di volontariato del territorio gallurese.
“È una grande emozione – ha detto il primario del Pronto Soccorso di Olbia, Attilio Bua -. Nella sala rosa chi è vittima di violenza trova la giusta accoglienza, al sicuro e lontano dal traffico delle urgenze. Nel nostro reparto i colori (bianco, verde, giallo, rosso) indicano il tipo di azione che dobbiamo svolgere e il rosa è dedicato alla categoria di genere, le donne. Questo spazio, però, – ha sottolineato Bua – riguarda anche altre vittime di violenza: bambini e bambine”.
In buona sostanza il compito di individuare la gravità della patologia e, nel caso specifico la presunta violenza subita da chi si presenta al Pronto Soccorso di Olbia, spetta all’infermiere triagista. Grazie alla sua esperienza, dovrà essere in grado di condurre la paziente nella stanza dedicata. Uno spazio accogliente e colorato, in cui sentirsi a proprio agio. “È un percorso pensato affinché la donna non subisca ulteriori traumi – ha affermato il primario -. In tempi brevissimi, non superiori ai 20 minuti, dovrà poter raggiungere la sala nella quale avrà in suo aiuto tutti gli attori coinvolti nel progetto”.
Presenti i componenti di Soroptimist Gallura: la presidente Immacolata Bo, la past president Maria Grazia Molinas, la tesoriera Patrizia Fronteddu e la responsabile dell’iniziativa e vice presidente Eugenia Tanda.
“È una giornata importante per il nostro club – ha dichiarato la Molinas -. La stanza rosa esiste in tanti ospedali italiani e da oggi, finalmente, anche a Olbia. Il Codice Rosa è un percorso di accesso al Pronto Soccorso e nel nostro progetto, che intende replicare quello già messo in atto da altri Club di Soroptimist, ha preso il via nel 2019 ma ha subito un arresto a causa della pandemia. Ora siamo finalmente riuscite a riprenderlo in mano”.
Durante la cerimonia di inaugurazione ha preso la parola anche Patrizia Desole, presidente di Prospettiva Donna che da anni aiuta in prima linea le donne vittime di violenze. “La Gallura fa scuola – ha detto la Desole -. Il nostro centro antiviolenza è stato creato tanto tempo fa e ha lavorato con altri soggetti, come la Assl, e in particolare la dottoressa Liliana Pascucci (presente all’inaugurazione, ndr.), mettendo diverse forze in campo contro la violenza di genere. Da noi il Codice Rosa è nato nel 2009. Quando arriva in ospedale una donna vittima di abusi i medici chiamano anche noi e le nostre operatrici lavorano in sinergia con loro. Quello di oggi è un importante tassello perché è stato finalmente creato un vero e proprio spazio dedicato”.
La Desole ha evidenziato le “299 richiese di aiuto che nel 2021 sono pervenute dalla sola Gallura all’associazione Prospettiva Donna. Numeri terribili, incrementati durante l’emergenza covid, che riguardano tutti i 26 comuni del territorio”.
Durante la mattinata è intervenuto anche il tenente colonnello dei Carabinieri di Olbia, Davide Crapa. “La stanza rosa è un ambiente che ci mette in condizione di lavorare – ha affermato Crapa -. Esiste uno spazio analogo alla stazione di Poltu Quadu. Lì le pareti sono dipinte di rosa e di azzurro: anche i bambini, infatti, sono vittime di maltrattamenti ed entrano in un posto sicuramente diverso rispetto a quello tipico di una caserma. Sono luoghi in cui un bambino o una donna si sentono a proprio agio e nei quali riescono ad esprimersi”. Insieme al colonnello, erano presenti anche i comandanti delle stazioni di Olbia centro, Francesco Putzolu e della caserma Mura, Piero Fancellu. Ha partecipato all’evento anche l’A.N.G. (Associazione Nazionale Carabinieri), sezione di Olbia.
Soddisfazione per la buona riuscita del progetto è stata espressa dall’assessora ai Servizi Sociali del comune di Olbia, Simonetta Lai, che ha evidenziato come “nel territorio esistano anche spazi neutri in cui educatrici e psicologi creano situazioni di sicurezza. Nella nuova sede di San Ponziano, ad esempio, c’è una stanza in particolare che chiederò venga dipinta di azzurro e rosa. Si potrà utilizzare anche quella”. All’inaugurazione hanno preso parte anche i rappresentanti dei comuni di Monti, Arzachena e Loiri Porto San Paolo.
Chiaro il messaggio lanciato dalla responsabile dell’iniziativa “stanza rosa”, Eugenia Tanda: “Il senso della stanza è quello di dire alle donne non abbiate paura c’è uno spazio che vi accoglie dove sarete protette. Qui verrete accolte da personale qualificato”.
































