La Variante generale del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) del Comune di Olbia è un documento, formato da oltre 3.500 files, che descrive lo stato di pericolosità idraulica ed idrogeologica dell’intero territorio comunale. Definito tale stato di pericolosità, scattano le norme di applicazione del PAI che definiscono cosa sia ammesso e cosa non sia ammesso (in termini edilizi) nelle aree di pericolosità.
AGGIORNAMENTO. Il PAI, previsto dalla Regione, richiede che ogni Comune si doti di tale strumento di pianificazione e che lo aggiorni ogni 5 anni ed ogni qualvolta le modifiche che il territorio subisce possano incidere in modo significativo sullo stato idraulico ed idrogeologico del territorio stesso.
Il Comune di Olbia ha dato corso alla revisione Generale del suo PAI per tenere conto delle più recenti produzioni normative, delle modifiche intercorse dal 2015 ad oggi sul territorio ed anche sulle strutture idrauliche, compreso il rifacimento di 3 ponti: quelli sul riu Seligheddu alla foce ed in Via Vittorio Veneto e quello sul san Nicola, in via Petta.
ADOZIONE. Con l’adozione del Piano che il consiglio comunale di Olbia ha deliberato nella seduta di venerdì 11 febbraio 2022, l’amministrazione ha avviato il procedimento di revisione generale che ora passa nelle mani dell’Agenzia Regionale del Distretto idrografico della Sardegna (Ardis). Ardis analizzerà la correttezza tecnica dell’allestimento del piano.
“Abbiamo applicato per la redazione del Piano le più recenti normative dell’Ardis – dichiara il progettista di Technital Simone Venturini che ha presentato il PAI nel corso dell’ultimo consiglio comunale – e in particolare le nuove modalità di perimetrazione delle aree di pericolosità idraulica (emanate nel 2019 sulla base di specifiche indicazioni del Ministero dell’Ambiente mediante l’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione Ambientale) che si basano sulla definizione del parametro di vulnerabilità delle persone”.
VULNERABILITÀ DELLE PERSONE. “Se il livello di allagamento in un’area è inferiore a 25 cm, la vulnerabilità delle persone è zero e quell’area non viene indicata come area pericolosa ma come area Hi* per la quale il Comune, nel proprio PUC, individuerà le norme di regolamentazione e le attività ammesse.
Se la vulnerabilità è maggiore di zero ma inferiore a 0,75 (in ragione di una combinazione matematica tra valori di livello di allagamento e velocità dell’acqua) ancora le aree vengono indicate con il parametro Hi* che identifica aree che si allagano ma che non presentano livelli di pericolosità Hi1,2,3,4 e che verranno disciplinate nell’ambito del PUC comunale.
In altre parole: le aree pericolose vengono disciplinate dall’Ardis, quelle non pericolose ma soggette a modesti allagamenti vengono disciplinate dal Comune. Per tali ultime aree, i progetti edilizi degli interventi non dovranno essere accompagnati da una relazione di contabilità idraulica ai sensi del PAI e ad approvazione dell’Ardis”.
Con questa nuova modalità di parametrazione, un certo numero di aree del comune assume la qualificazione Hi* anziché Hi1,2,3,4.
AREE NON PERICOLOSE. “Sostanzialmente le simulazioni idrauliche svolte confermano la correttezza matematica ed idraulica delle analisi svolte nell’ambito della precedente redazione del PAI dl 2014-2015: i tiranti e le velocità sono quelli della precedente perimetrazione ma la nuova norma qualifica le aree con tiranti bassi e velocità basse come non pericolose.
Tale nuova modalità normativa ha una ragione ben precisa: un’area che subisca un allagamento di 30 cm ma con acqua ferma non è pericolosa. È una grande pozzanghera che certamente crea disagio ma non si corre rischio di morte. Queste indicazioni sono contenute nei rapporti dell’ISRA, Istituto Superiore per la Protezione Ambientale del Ministero dell’Ambiente”.
Al termine della procedura di approvazione della variante Generale PAI, il Comune disciplinerà le attività nelle aree Hi*.

AREE PERICOLOSE. “Certo è che molte, troppe aree del comune di Olbia rimangono qualificate come Hi1,2,3,4 ovvero rimangono aree di pericolosità idraulica. Oltre 10.000 persone vivono in queste aree a pericolosità idraulica (Hi) e questo è il motivo per il quale il Comune assieme al Commissario Regionale e ad OIS si accinge a dare avvio alla progettazione degli interventi di mitigazione del rischio idraulici.
FUGA DAL PERICOLO. L’analisi dei dati demografici della popolazione degli ultimi 10 anni (2011-2021) ha messo in luce una vera e propria fuga dalle zone a rischio idraulico. Quasi 2000 persone si sono spostate dalle zone a rischio idraulici elevato per andare altrove, pur a fronte di un generale incremento della popolazione comunale.

Ciò significa che non si tratta di un fenomeno demografico e di denatalità: al contrario la città è centro di grande attrazione e la popolazione complessiva è in crescita, segno questo di benessere e di vivibilità per tante persone. Perciò a fronte di questo fenomeno evidente nei dati demografici ve ne è uno grave che mette in luce una fuga dalle zone a maggior rischio e che sono ubicate nel centro urbano di Olbia.
2000 persone che si spostano equivalgono a circa 700 famiglie cha abbandonano la propria casa: ciò indica una grande sofferenza. In una parola, ciò significa dolore, che si somma a quello delle vittime di quel tragico 18 novembre 2013. Bambini che devono allontanarsi dai loro amici, o i figli che si devono allontanare dai genitori. Si tratta di un danno sociale, di rilievo e silenzioso”.
OLBIA NEL FUTURO. “Sentiamo tutta la responsabilità di aver sviluppato un PAI rigoroso, dettagliato, preciso e completo e ancora di più la responsabilità di sviluppare un progetto che metta in sicurezza tutta la popolazione, perché nessuno debba più abbandonare la propria casa, perché tutti i cittadini di Olbia possano vivere la loro meravigliosa città, possano passeggiare lungo il loro bellissimo lungomare, senza la preoccupazione che la loro casa possa essere travolta ancora da onde di piena che invece, il nostro progetto consentirà di scaricare in mare senza che la città ne sia interessata.
OLBIA E LE SUE ACQUE. Quello che abbiamo redatto – conclude Venturini – è un PAI di grande tutela ambientale: con le linee guida di intervento che abbiamo indicato Olbia recupererà il rapporto tra la città ed i suoi fiumi. Il progetto che il Comune accinge a sviluppare per mettere in sicurezza il centro urbano si chiamerà “Olbia e le sue acque”, perché con quel progetto intende non solo mettere in sicurezza i cittadini ma anche concepire una città che recuperi il suo rapporto, naturale e fisiologico, con l’acqua, ed in particolare con l‘acqua dolce che viene dai fiumi che alimentano il meraviglioso golfo”.
































