“Applicare il nuovo protocollo è praticamente impossibile, i dirigenti scolastici non riescono più a fronteggiare la situazione e il servizio di Igiene pubblica, a causa del poco personale, non riesce ad eseguire i tamponi T0 (zero) , ovvero alla presenza del primo caso”.
È l’allarme lanciato dall’assessora della Pubblica Istruzione di Olbia, Sabrina Serra dopo che il sindaco Nizzi aveva parlato due giorni fa di una recrudescenza di contagiati in città con numeri più che doppi rispetto ai dati ufficiali. “Al momento potrebbero essere almeno 1.000 malgrado se ne registrino ufficialmente 471”.
Una situazione che si abbatte inesorabilmente anche sulle scuole: “Il problema più grande è alla primaria – dichiara l’assessore Serra -. Se, come ha ribadito il ministro, la scuola deve rimanere aperta, bisogna far sì che questo sia possibile. Al momento invece i dirigenti scolastici si trovano costretti a mandare in DDI (nuovo acronimo che significa: Didattica Digitale Integrata, ndr) gli alunni già al primo caso per evitare nuovi contagi ma questo nuovo protocollo, evidentemente, non tiene conto della realtà”.
Parole chiare quelle dell’assessora che non lasciano spazio ad interpretazioni. Ma non basta, ci sono anche altre criticità: “Il nuovo protocollo prevede anche che gli studenti debbano indossare la mascherina FFP2 alla comparsa del primo caso, peccato che avrebbe dovuto fornirle la scuola con l’approvvigionamento del Governo, invece niente. Sono state fornite solo quelle del personale mentre le famiglie devono comprale con un costo decisamente superiore. E aggiungo che al momento non ci sono nemmeno quelle destinate ai docenti che devono assolutamente indossarle dove sono presenti studenti diversamente abili perchè questi non devono portarla”.
Serra sottolinea che si tratta di “scuola dell’obbligo e come tale, se c’è l’obbligo di mettere le mascherine, lo Stato le deve fornire, altrimenti non può imporle”.
“Si è detto più volte quanto sia importante e fondamentale la didattica in presenza e la scuola deve rimanere aperta, ma così è impossibile – aggiunge l’assessora che prova anche a suggerire alcune soluzioni -. È assolutamente necessario rivedere il nuovo protocollo perché, altrimenti, ci vorrebbe una squadra in ogni scuola. Oppure estendere anche alle primarie la possibilità di eseguire il tampone autonomamente con impegnativa, come previsto per le superiori”.
Insomma la situazione sembra a un passo dal tracollo: “Devo comunque ringraziare i dirigenti scolastici e il personale sanitario per l’immane lavoro che stanno portando avanti. Resta l’amarezza che sono passati due anni dall’emergenza Coronavirus e oggi siamo punto e a capo”.
































