Olbia. A 24 ore dall’aggressione da parte di un cane nero di razza AmStaff che ieri sera, come riportato nel nostro articolo, ha ferito almeno tre persone, abbiamo raccolto la testimonianza di una mamma presente, con la sua famiglia, al Molo Brin.
“Anche io con miei figli ero lì prima, durante e dopo che è avvenuta l’aggressione a diverse persone – ha raccontato a Olbianova -. Il cane, inizialmente, era legato a un paletto della recinzione dietro le giostra dei salti sui tappeti in piazza Elena di Gallura. Ad un certo punto, un uomo con il figlio circa 10 anni lo ha slegato. Dopo alcuni instanti, il cane in libertà ha iniziato a correre tre le macchine parcheggiate al molo Brin fino quando è passata una ragazza in monopattino elettrico. Il cane l’ha azzardata facendogli perdere il controllo del mezzo ed è caduta andando a sbattere contro un’auto in sosta. Io e la mia famiglia eravamo paralizzati dalla paura”.
Il racconto del terrore continua: “Dopo il primo incidente, il proprietario deve aver capito di dover intervenire e ha consegnato il guinzaglio al figlio intimandogli di non muoversi da quel punto mentre lui è schizzato a cercare l’AmStaff. Poco prima anche un signore che aveva assistito all’aggressione è stato azzannato mentre tentava di bloccarlo. A qual punto, con i nostri bambini che continuavano a piangere terrorizzati, siamo andati via di corsa. Io spero vivamente che padrone del cane si faccia avanti”.
Ancora, però, a 24 ore dai fatti, il proprietario non è stato individuato anche se le guardie zoofile dell’Ages avrebbero raccolto elementi utili alla sua individuazione.
































