Ha preso il via un’importante collaborazione interdisciplinare tra il comune di Arzachena e l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del CNR: l’obiettivo è quello di sviluppare lavori di studio e ricerca sul patrimonio archeologico del comune smeraldino.
L’obiettivo di questo sodalizio è duplice: da un lato, fornire uno racconto multimediale coordinato della Gallura quanto più fedele ai ritrovamenti archeologici e alle fonti a nostra disposizione oggi, per delineare in modo oggettivo il panorama storico e culturale del territorio in epoca preistorica e nuragica. Altro obiettivo è quello di potenziare l’offerta culturale e turistica, al fine di far convergere nuove e diverse fasce di pubblico in Gallura.
I due siti di riferimento per tale attività di studio e sviluppo virtuale saranno la necropoli “Li Muri” e il nuraghe “La Prisgiona”, a pochi chilometri dal centro di Arzachena. Il primo, un cimitero neolitico fra le più antiche testimonianze della preistoria nel Mediterraneo, il secondo, un complesso e articolato complesso nuragico, dalle frequentazioni stratificate nel tempo.
Questa duplice sfida verrà affrontata dal CNR ISPC attraverso le tecnologie digitali per il rilievo, l’analisi e la valorizzazione del paesaggio antico. Ricostruzioni virtuali, applicazioni di realtà aumentata, un portale interattivo onlinee forse anche un serious game.
Si è partiti a luglio 2021 con una prima ricognizione del CNR ISPC ad Arzachena: In questa occasione sono stati effettuati i primi rilievi a “Li Muri” e a “La Prisgiona”, che hanno da subito restituito la magnificenza delle architetture nuragiche.
A breve partiranno i lavori di rilievo e digitalizzazione, guidati sempre dal CNR ISPC. In settembre 2021, infatti, una nuova missione di lavoro, con un gruppo più nutrito di ricercatori e tecnici approderà in Sardegna. “Una settimana di lavoro intensa” commenta Daniele Ferdani, archeologo e ricercatore CNR-ISPC, che coordina le operazioni tecniche di rilievo “che vedrà sul campo un team multidisciplinare lavorare assieme e fare sperimentazione metodologica e tecnologica direttamente sui siti archeologici oggetto del nostro studio”: si tratta di archeologi, rilevatori, modellatori 3D, videomakers, storytellers, esperti di comunicazione e di ricostruzione del paesaggio antico, con l’obiettivo di illustrare al pubblico di ogni età e provenienza, attraverso le tecnologie più moderne, i tanti fili che uniscono il territorio della Gallura al suo avvincente passato.
































