“Quando ero piccola, stavo ore e ore sott’acqua perché immaginavo di ballare immersa nei fondali”. Queste le parole di Diletta Antolini, 19 anni, olbiese, protagonista dello shooting fotografico firmato da Adolfo Maciocco e balzato agli onori della cronaca dopo l’articolo pubblicato pochi giorni fa su Repubblica.it.
Diletta Antolini, cresciuta nella scuola di ballo di Mavi Careddu a Olbia, studia a Milano nell’Accademia DanceHaus di Susanna Beltrami, dove, oltre alle discipline pratiche come danza classica, contemporanea, floor work, cunningham, si dedica anche a materie teoriche come musica, teatro e analisi coreografica.
“Le fotografie – racconta Diletta – sono state scattate in due giornate diverse dello scorso settembre, nelle acque di Capo Ceraso e di Pittulongu. Adolfo Maciocco è un grande professionista – continua la ballerina -. Era il mio primo servizio subacqueo e lui è stato molto bravo perché è riuscito a mettermi a mio agio. Mi ha dato pochi consigli ma utili. Mi ha insegnato le tecniche di respirazione e, dettaglio importantissimo, come evitare di fare le bolle sott’acqua”.
Le suggestive immagini raccontano la storia di una ballerina precipitata nel mondo onirico delle profondità marine che scopre di poter danzare libera dalla forza gravitazionale. “L’idea del fotografo – sottolinea Diletta – era quella di creare un quadro irreale, come fosse un sogno, e per me lo è stato. Mentre Adolfo riprendeva la scena, io immaginavo di trovarmi in una sala da ballo o sul palcoscenico, così da rendere i movimenti più realistici”.
Adolfo Maciocco, 40 anni, olbiese, subacqueo professionista dal 2004, oggi fotografo di fama internazionale specializzato in underwater fine art, parla del lavoro realizzato con Diletta: “Sognavo di poter immortalare la grazia di una ballerina classica nelle acque cristalline della Sardegna. Il mio sogno – continua il fotografo – è diventato realtà lo scorso settembre, quando ho avuto la fortuna di conoscere Diletta.
Le difficoltà più grandi in questo genere fotografico sono sicuramente quelle della modella che deve riuscire a muoversi con grazia e tenere un viso rilassato sott’acqua. Diletta è andata ben oltre ogni mia aspettativa. Quando ha iniziato a danzare davanti al mio obbiettivo non volevo credere a miei occhi. È stato sicuramente uno degli shooting più belli che abbia mai realizzato e spero vivamente di poter fare altri progetti fotografici con lei”.
“Ringrazio Adolfo per questa esperienza – dice la ballerina – perché mi è servita anche sulla terraferma. La sensazione che ho avuto sott’acqua è di leggerezza ma, allo stesso tempo, riuscivo a sentirne il peso, una cosa che con l’aria non si può fare”. Un’esperienza emotiva, prima ancora che tecnica, nella quale Diletta ha portato sott’acqua il realismo della danza e, viceversa, la morbidezza sinuosa delle profondità marine sul palcoscenico. “Adesso, ogni volta che sono in sala prove – conclude la ballerina – immagino il peso dell’acqua per creare più fluidità nei movimenti e per renderli più spontanei”.
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