La Sardegna lascia la zona rossa e passa in zona arancione dal prossimo 3 maggio. Il ministro della salute Roberto Speranza lo ha comunicato informalmente all’assessore regionale Mario Nieddu. I dati di Olbia, invece, restano alti e la città rischia di continuare il confinamento in zona rossa.
Proprio ieri l’ultimo aggiornamento fornito dal sindaco Nizzi: i positivi totali son 682. “È ancora presto per tranquillizzarsi” le parole pronunciate dal primo cittadino. E poco fa (alle ore 16:00 di venerdì 30 aprile) ha dichiarato di non poter ancora sciogliere la riserva. Insomma, se l’Isola migliora e va in arancione per Olbia è ancora tutto da vedere.
DATI GENERALI IN SARDEGNA: L’indice di trasmissibilità nell’isola è pari a 0.81 e la classificazione del rischio è passata da moderata a bassa. In calo del 29% anche il numero dei casi in sette giorni. Anche la pressione sugli ospedali appare in alleggerimento. La Sardegna, se proseguirà questo trend dei dati epidemiologici, può sperare di rimanere in zona arancione per una sola settimana e passare in zona gialla già dal prossimo 10 maggio.
“Abbiamo aperto un’interlocuzione con il ministero – le parole dell’assessore Nieddu – per valutare la possibilità di ridurre questo periodo a una sola settimana per passare poi alla zona gialla nel caso in cui l’attuale andamento epidemiologico fosse confermato”.
La zona arancione prevede, tra le altre regole, la libertà di spostamento all’interno del proprio comune tra le ore 5 e le ore 22 con la possibilità di recarsi presso una casa privata abitata una volta al giorno in un numero massimo di quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di provenienza.
Anche in zona arancione restano chiusi bar e ristoranti, con possibilità di asporto fino alle 18 per i bar e fino alle 22 per i ristoranti. Sempre consentita invece la consegna a domicilio.
Riaprono invece tutti i negozi al dettaglio. Resta ferma la chiusura dei centri commerciali nelle giornate festive e prefestive (ad eccezione dei punti vendita alimentari, farmacie, tabacchi, edicole e librerie situati al loro interno). Via libera anche a parrucchieri, barbieri e centri estetici.
































