“Mauro Degortes ha accolto la sentenza con grande dignità e senso di liberazione dopo oltre un anno di trepidante attesa. E’ stata una vicenda giudiziaria che ha interessato l’applicazione di norme internazionali e del diritto comunitario. Saperlo libero per noi è una grande notizie”. È il commento a caldo dell’avvocato difensore Gian Paolo Murrighile dopo che La Corte d’Appello ha negato l’estradizione per giovane olbiese, autista del 118, accusato di due rapine commesse 30 anni fa in Francia e per le quali era stato arrestato.
La fine di un incubo. Da quando, cioè, era emersa sulle cronache una storia ritenuta immediatamente inverosimile da parte sua ma complicata da dipanare. Come si ricorderà l’uomo era stato accusato di aver partecipato a due rapine a mano armata a Nantes trenta anni fa e fu arrestato a Tempio l’anno scorso con un imponente spiegamento di forze da parte dei Carabinieri in esecuzione di un mandato di cattura internazionale.
L’uomo, nato a Olbia da padre transalpino, era stato individuato grazie alla corrispondenza dei dati anagrafici dei genitori mentre, già al momento dell’arresto, i suoi erano risultati differenti rispetto alla persona ricercata. Senza avere nessuna idea di quanto gli veniva addebitato, rischiava una pena di vent’anni di reclusione in Francia.
L’attività investigativa si è svolta in collaborazione con SI.RE.NE. (Supplementary Information Request at National Entry), sala operativa h 24, con il compito di mettere in collegamento le autorità giudiziarie e di polizia di un Paese con i loro colleghi degli altri stati di Schengen. Un ricerca con la lente d’ingrandimento che, alla fine, si è conclusa con il pronunciamento della Corte d’Appello di Sassari.
Ieri pomeriggio il lieto fine comunicato a Mauro Degortes dal suo avvocato. In buona sintesi, ma per oltre un anno si è trattata di una complicata battaglia giudiziaria, si sarebbe trattato di uno scambio di persona. La sua foto, o meglio, probabilmente quella del vero indagato che gli somigliava, girava in Francia da tempo con l’etichetta “criminale pericoloso”. L’olbiese ha rischiato il trasferimento in Francia dove avrebbe dovuto subire un condanna già emessa a 20 anni per reati mai commessi. Degortes, da ieri, è un uomo libero e potrà riprendere in mano la sua vita.
































