Si va verso il blocco dei porti con una massiccia partecipazione prevista a Olbia, Cagliari e Porto Torres per protestare contro l’aumento indiscriminato delle tariffe dovuto all’adeguamento tecnologico delle compagnie di navigazione alle norme europee. La data è già calendarizzata e, a meno di colpi di scena dell’ultima ora, il 7 gennaio in Sardegna le navi non si muoveranno dai porti. L’annuncio è stato dato questa mattina dai consiglieri galluresi Satta (PSd’AZ), Giagoni (Lega) e Cocciu (Forza Italia)
“Stiamo subentro un aumento delle tariffe – dicono i consiglieri regionali – grazie a una direttiva comunitaria che prevede un adeguamento dei natanti che fanno servizio da e per la penisola. Le navi, in buona sostanza, dovranno essere dotate di sistemi antinquinamento o del cambio di carburante da gasolio a gas. Dal maggio 2016, quando è stata adottata la direttiva comunitaria, c’era il tempo per metterla in pratica ma non è stato fatto nulla”.
Quella direttiva parlava chiaro: le navi avrebbero dovuto attrezzarsi per diminuire la presenza di zolfo nell’aria ma, secondo i consiglieri di maggioranza Giovanni Satta, Dario Giagoni e Angelo Cocciu, il governo italiano ha fatto orecchie da mercante e ora è tardi. Il diktat è scattato il primo gennaio e l’adeguamento da parte delle compagnie, come sempre, diventa un costo da far pagare agli utenti.
Giusto per fare un paio di esempi, il mangime dovrebbe subire un aumento di 2 euro al quintale, il viaggio dei semirimorchi costerà 250 euro in più e per quanto riguarda le auto sarebbero già previsti aumenti in base ai metri lineari con conseguenze vessatorie sui biglietti destinati ad aumentare in alta stagione.
“Sarà uno sciopero a cui, oltre Confindustria, parteciperanno diverse associazioni di categoria come Coldiretti che ha già annunciato l’adesione – sottolineano Satta, Giagoni e Cocciu -. Chiediamo non solo il ritiro degli aumenti annunciato ma anche che lo Stato, gestore dei porti di tutta Italia, renda disponibile l’energia elettrica alle navi in modo che queste non restino in moto per tutto il tempo di ormeggio creando un inutile inquinamento. Chiediamo inoltre che la nuova compagnia vincitrice del bando pubblico previsto per il prossimo luglio, sia in regola con le norme antinquinamento europee”.
































