La zia che secondo la Procura di Tempio avrebbe contribuito ad istigare i genitori nei metodi di punizione e segregazione del bambino gallurese di 11 anni è comparsa questa mattina davanti al GIP di Tempio, dando inizio, di fatto, “a un faticoso e doloroso percorso di presa di coscienza dei propri comportamenti pregressi che sono sfociati nel suo arresto”. È quanto riporta una nota del suo avvocato Angelo Merlini.
Il difensore della donna che ha ammesso gli addebiti sostiene che “tre ore di interrogatorio non sono stati forse sufficienti a cogliere a pieno tutti i significati di una vicenda così intensa e coinvolgente”.
Anche in questo caso, come del resto sono risultati i genitori del minorenne, il giudice non si è trovato di fronte a una donna dalla personalità borderline ma “le sue esplicite ammissioni – sottolinea il suo difensore – dovranno essere ulteriormente investigate anche per meglio comprendere i meccanismi mentali che sono all’origine dell’agire dei protagonisti”.
































