Olbia, 22 gennaio 2026 – Il ciclo delle conferenze organizzate dall’Unitre di Olbia continua con l’archeologo Rubens D’Oriano che conduce nel mondo dell’arte figurativa greca. L’incontro si focalizza sulle opere scultoree in bronzo arrivate ai nostri giorni, analizzando l’importanza di questi manufatti che nell’antichità rappresentavano il principale mezzo narrativo rivolto a chiunque e fisso nel tempo per i più vari scopi.
Nei grandi centri civili e religiosi si affollavano innumerevoli statue a grandezza naturale, ma di esse resta oggi solo una minima parte. Nelle fasi di disfacimento del mondo antico, la difficoltà di approvvigionarsi di metalli indusse a rifondere i bronzi per ottenerne strumenti, armi e monete; di conseguenza, dei capolavori di bronzisti quali Mirone, Policleto e Lisippo restano quasi solo copie di marmo non di loro mano.
“Le pochissime statue greche intere di bronzo a grandezza naturale fortunosamente pervenuteci – spiega Rubens D’Oriano – ci aiutano a comprendere molto meglio delle copie le vette raggiunte dalla scultura greca, che ha nutrito di sé l’arte del mondo euromediterraneo fino ai nostri giorni”. L’appuntamento permette così di approfondire la conoscenza di opere che, nonostante la rarità, testimoniano l’eccellenza tecnica e artistica raggiunta dall’antichità classica.
































