Olbia 15 gennaio 2026 – È arrivata il 14 gennaio 2026 la sentenza definitiva del Tribunale ecclesiastico interdiocesano sardo, riunito a Roma presso la Pontificia Università della Santa Croce, sul procedimento penale canonico avviato nel 2023 e relativo a padre Emanuele Manca, sacerdote incardinato nella diocesi di Tempio Ampurias.
Il Collegio giudicante, dopo l’esame degli atti e la valutazione sia in diritto sia in fatto, ha accertato la sussistenza del delitto contro il sesto comandamento del Decalogo con minore, così come previsto dal canone 1395 paragrafo 2 del Codice di diritto canonico del 1983. I fatti contestati sono stati ritenuti provati ai danni di Marco Contini, noto come padre Paolo. Nel documento il Tribunale indica che, all’epoca dei fatti, padre Emanuele Manca era rettore del seminario conventuale francescano.
Il procedimento, iscritto con protocollo P 1/2023, è stato esaminato da un Collegio composto da Emanuele Meconcelli, presidente, Davide Cito, Roberto Malpelo, Marino Mosconi e Miguel A. Ortiz. Dopo la discussione finale, il Tribunale ha dichiarato in modo definitivo la responsabilità canonica.
Come conseguenza del reato accertato, è stata inflitta la pena più grave prevista dall’ordinamento canonico per questo tipo di delitto: la dimissione dallo stato clericale, ai sensi del canone 1336 paragrafo 5. Le spese del procedimento restano a carico del Tribunale ecclesiastico interdiocesano sardo.
Secondo le informazioni diffuse, padre Emanuele Manca aveva svolto in passato servizio pastorale come parroco a Sedini e Bulzi e successivamente a Perfugas. La sentenza dovrà ora essere notificata secondo le modalità previste dal diritto canonico, con l’indicazione dei termini e degli strumenti per un’eventuale impugnazione.
Nelle ore successive, il vescovo Roberto Fornaciari ha diffuso una nota: “Il Vescovo prende atto della decisione relativa ad un sacerdote incardinato nella Chiesa locale, ribadisce la propria fiducia verso l’operato del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Sardo delegato da Sua Eccellenza mons. Sebastiano Sanguinetti alla trattazione della causa e rimane in attesa del pronunciamento definitivo della Santa Sede”. Nello stesso testo, Fornaciari aggiunge: “Il Vescovo, il Vicario Generale e tutto il clero esprimono vicinanza, sostegno e solidarietà alla vittima e all’intera comunità, provate da una vicenda che ha provocato e continua a provocare sconcerto”.
































