Olbia 14 gennaio 2026 – La FLC Cgil Olbia-Tempio e la Cgil Gallura intervengono sul dimensionamento scolastico e sul commissariamento della Regione attraverso una nota stampa, contattando la scelta del Governo e i suoi effetti sul territorio.
Le sigle parlano di “una decisione gravissima, che calpesta l’autonomia regionale e ignora deliberatamente le specificità sociali, demografiche e geografiche dell’isola ed in particolare della Gallura e del Nord-Est della Sardegna”. Nel documento, a firma del segretario generale della Cgil Gallura, Danilo Deiana, e del segretario generale della FLC Cgil Olbia-Tempio, Rossano Dore, viene indicato l’impatto già prodotto dai parametri applicati ai piani di dimensionamento, definiti come “tagli pesantissimi” che vengono chiamati “riorganizzazioni” ma che, secondo i sindacati, “in realtà sono soppressioni di autonomie, perdita di servizi e impoverimento dei territori”.
Nel comunicato vengono richiamati alcuni passaggi degli ultimi due anni. Per il 2024 viene citata “la scellerata soppressione del Liceo Artistico “De André” di Tempio Pausania, accorpato al Liceo Dettori di Tempio, dando vita al mostro amministrativo del cosiddetto Dettori-De André”. Nello stesso anno, si legge, si è consumato anche “l’accorpamento degli istituti di Budoni con San Teodoro e Monti con Oschiri”, in territori indicati come strategici per l’equilibrio dell’area vasta olbiese, anche in relazione al completamento della quattro corsie Olbia-Sassari.
Per il 2025, la Cgil parla di “un’altra scelta inaccettabile: la soppressione dell’autonomia scolastica di Aggius” che “colpisce al cuore l’Alta Gallura”, descritta come un’area “già duramente segnata dallo spopolamento e dalla progressiva sottrazione dei presidi dello Stato, a partire dalla scuola e dalla sanità”.
Un passaggio centrale riguarda l’anno scolastico 2026/27: “Non accettiamo più la solita rassicurazione secondo cui “i plessi non vengono chiusi”. Perché la verità è che i tagli agli organici ATA e ai collaboratori scolastici, previsti già per l’anno scolastico 2026/27, incideranno direttamente sulla possibilità concreta di tenere aperti i piccoli plessi nei territori periferici, dentro istituti sempre più grandi, distanti e ingestibili”. E aggiungono: “Diventa così un cane che si morde la coda: è il dimensionamento che produce lo spopolamento o lo spopolamento che viene usato come alibi per giustificare il dimensionamento?”.
Nel comunicato viene citata anche Olbia, legando la crescita demografica alle tensioni sui servizi: “Questo è drammaticamente evidente nel Nord-Est della Sardegna, dove all’esplosione demografica di Olbia corrisponde una emergenza abitativa che il capoluogo da solo non riesce più a sostenere”. La conclusione è una richiesta alla Regione: Cgil e Flc Olbia-Tempio “respingono al mittente la logica dei tagli” e “sostengono la scelta della Regione di non procedere a ulteriori soppressioni, invitandola a resistere e a coordinarsi con le altre Regioni commissariate”.
































