Olbia 3 dicembre 2025 – È in programma sabato 6 dicembre in piazza Elena di Gallura, ore 11:00, una nuova manifestazione per dire “stop al genocidio” organizzata da gruppi spontanei di cittadini. L’iniziativa si terrà in concomitanza con l’arrivo della nave crociera Iris Crown della compagnia israeliana Mano Maritime.
“L’arrivo della nave è previsto sabato mattina – spiegano gli organizzatori attraverso un comunicato stampa -. È partita da Haifa e dopo Catania, Napoli e Civitavecchia, arriverà al porto di Olbia. Per il loro attracco – prosegue il documento – raccogliamo l’invito alla mobilitazione e al boicottaggio di BDS Italia a sostegno del popolo palestinese vittima di genocidio, contro tutte le manifestazioni del potere e del privilegio sionista che porta avanti questo sterminio con la complicità dei governi occidentali, compreso quello italiano. Non accettiamo i continui tentativi di far passare per semplici e innocui degli eventi turistici che nascondono violazioni del diritto internazionale lasciando potenziali criminali di guerra e cittadini israeliani complici di un sistema di apartheid, liberi di circolare per le nostre strade, mentre in Palestina si consuma un genocidio”.
Gli organizzatori citano BDS Italia: “Considerando che dal 2023, tra personale militare e riservisti (634.500 persone) almeno il 10% della popolazione israeliana ha prestato servizio nell’esercito israeliano, è concreta la possibilità che persone potenzialmente implicate in crimini di guerra viaggino a bordo dell’imbarcazione in questione”.
Attraverso la manifestazione i promotori chiedono “che tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio siano verificati nelle banche dati di sicurezza nazionali e internazionali (SIS, Interpol, sanzioni UE/ONU, mandati della CPI); che sia vietato l’ingresso in Italia a chiunque sia credibilmente sospettato di essere responsabile del coinvolgimento in crimini di guerra, genocidio, apartheid o altre atrocità; che venga disposto l’arresto immediato di qualsiasi individuo colpito da mandato di cattura internazionale per crimini di guerra e/o contro l’umanità, nel rispetto degli obblighi giuridici assunti dalla Repubblica italiana; che sia garantita la massima cooperazione con la Corte Penale Internazionale per l’individuazione di eventuali soggetti ricercati.
Tali richieste – prosegue il comunicato stampa – non sono in alcun modo un attacco all’identità e alle libertà individuali di un gruppo di persone, e non vogliono costituire una discriminazione su base etnica o culturale, ma costituiscono una presa di coscienza e di responsabilità della cittadinanza olbiese nei confronti delle atrocità che accadono in Palestina a opera dell’establishment sionista”.
Gli organizzatori sottolineano lo scopo della protesta: “Non vogliamo che la nostra comunità sia complice di eventi simili ignorandoli o addirittura guadagnando direttamente o indirettamente da essi. Olbia è un luogo di pace, è già vittima di una monocoltura turistica che solleva importanti quesiti sul futuro della città. Non può e non deve macchiarsi di questa colpa”.
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