Olbia 20 novembre 2025 – Un incontro dedicato al rafforzamento della rete antiviolenza che ha offerto un confronto ampio sulle dinamiche della discriminazione e sulle responsabilità condivise nella prevenzione. In questo contesto l’intervento dell’avvocato Ivano Iai ha rappresentato uno dei contributi più articolati del convegno “Progetto formativo: potenziare la rete antiviolenza, aspetti operativi, procedurali e giuridici”, organizzato da Prospettiva Donna.
“Non si può rispettare una persona se non la si riconosce” ha dichiarato Iai, aprendo un discorso lucido che ha riportato il tema della violenza alle sue radici culturali. L’avvocato ha spiegato che il primo terreno su cui si produce disparità è il linguaggio. “La lingua è uno strumento di pace o di violenza, a seconda di come la si usa. Penso di essere una di voi. Uso il femminile non a caso”. Una scelta consapevole perché, ha sottolineato, “ci educhiamo usando questo linguaggio”.
Nel suo intervento Iai ha ripercorso i meccanismi culturali che nel tempo hanno modellato la percezione della figura femminile, soffermandosi su simboli e narrazioni che ancora oggi influenzano la società. Ha richiamato il mito di Pandora come immagine emblematica di una mentalità che ha attribuito alle donne ruoli di colpa e responsabilità, un retaggio che affiora nelle dinamiche contemporanee e nella persistente difficoltà di accesso ai settori scientifici e tecnologici.
Ha poi evidenziato come la discriminazione, nelle sue forme più attuali, non si presenti apertamente ma agisca in modo “subdolo”, insinuandosi nei regolamenti, nelle prassi amministrative e nei provvedimenti che, in molti contesti, continuano a limitare l’autonomia femminile.
Gli effetti, ha evidenziato, sono concreti: disparità salariali, barriere professionali, mutilazioni genitali, violenze fisiche e sessuali. Secondo l’avvocato Iai “la discriminazione è il principale veicolo di violenze di genere. La prevenzione richiede un lavoro che coinvolge tutti noi: dobbiamo spogliarci di abiti mentali che purtroppo continuano a resistere nelle nostre vite”. Da qui il passaggio all’importanza di riconoscere gli altri. “La nostra società è come una grande orchestra sinfonica in cui le differenze sono tante ma, se si riesce a farle interloquire tra loro, diventano arricchenti”.
L’avvocato ha evidenziato che “Qualsiasi lavoro svolgiamo ha una funzione educativa”: un richiamo diretto al fatto che la prevenzione non appartiene solo alle istituzioni ma passa anche dalle scelte quotidiane e dai comportamenti individuali.
All’interno del convegno è intervenuto anche il comandante dei Carabinieri di Olbia Nicola Pilia, richiamando l’importanza del coordinamento operativo e della tempestività negli interventi. L’incontro, moderato da Patrizia Desole, presidente di Prospettiva Donna, e dall’avvocata Nadia Geromino, ha evidenziato il valore di una collaborazione stabile tra centri antiviolenza e forze dell’ordine, e la centralità della formazione continua per migliorare la capacità di riconoscere e intercettare tempestivamente i segnali di rischio.


































