Olbia 18 novembre 2025 – A dodici anni dall’alluvione che portò morte e distruzione in Gallura, Olbia ha ricordato le vittime di quel tragico 18 novembre 2013 con una cerimonia sul lungomare Escrivà, per la prima volta aperta anche alle scuole. Nel corso della messa, accompagnata dai canti del coro Lorenzo Perosi, diretto da Maria Grazia Garau, don Gianni Sini ha scandito, uno per uno, i nomi delle persone che persero la vita.
Sono stati ricordati Patrizia Corona, 42 anni, e la figlioletta di 2 anni Morgana Giagoni; Francesco Mazzoccu, 37 anni, e il piccolo Enrico Mazzoccu, 4 anni; Anna Ragnedda, 83 anni, e Maria Massa, 88 anni. E anche Bruno Fiore, 68 anni, Sebastiana Brundu, 61 anni, e Maria Loriga, 54 anni, che morirono nella strada di Monte Pino, inghiottiti da una voragine apertasi all’improvviso.
“Oggi il sentimento è del dolore sempre vivo nel cuore e nella mente di tutti gli olbiesi e non solo, di tutte le persone che hanno vissuto quei momenti drammatici e soprattutto di quelli che si sono spesi per dare una mano a chi aveva bisogno – ha dichiarato il sindaco Settimo Nizzi -. Siamo al lavoro per la messa in sicurezza della città: c’è l’impegno da parte di tutti, non soltanto dell’amministrazione comunale ma della Regione e del Ministero delle Infrastrutture. Tutti lavoriamo perché finalmente finisca la fase progettuale e si arrivi all’autorizzazione per poter procedere all’appalto”.
Presenti autorità civili e militari, associazioni e Protezione Civile. Davanti ai nove monoliti realizzati dall’artista Nicola Filia in memoria delle vittime dell’alluvione, Don Gianni Sini ha richiamato la necessità di una vera presa di consapevolezza sul rispetto della natura. “Quello che noi sottraiamo al nostro territorio – ha detto il sacerdote -, la natura se lo riprende in altro modo, molte volte facendoci pagare un prezzo molto alto come è avvenuto a Olbia proprio il 18 novembre 2013”.
































