Olbia 23 ottobre 2025 – I lavoratori di Acciona che si occupa di ingegneria civile, costruzioni e infrastrutture, impiegati da decenni nel settore della depurazione delle acque reflue urbane in Sardegna, denunciano quanto sta accadendo in seguito alla pubblicazione del bando da parte di Abbanoa S.p.A. per l’internalizzazione del servizio.
“Dopo anni di promesse e rassicurazioni – si legge nella nota dei dipendenti – Abbanoa ha deciso di invertire bruscamente la rotta, presentando un bando che non garantisce alcuna tutela occupazionale per i lavoratori già presenti nel settore, molti dei quali operano da oltre vent’anni con competenza, dedizione e sacrificio.
Il nuovo avviso pubblico: ignora completamente l’anzianità di servizio dei lavoratori attualmente impiegati tramite aziende appaltatrici; non prevede alcuna clausola sociale o meccanismo di assorbimento prioritario; mette a rischio il benessere di decine di famiglie, che da anni contribuiscono al funzionamento di un servizio essenziale per la salute pubblica e l’ambiente.
Questa scelta, oltre a essere eticamente discutibile, potrebbe configurarsi come una violazione dei diritti acquisiti, in contrasto con i principi di continuità lavorativa e tutela del personale previsti dalla normativa nazionale e dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Ci chiediamo: la politica regionale, in particolare la presidente Alessandra Todde, è a conoscenza di questa decisione? Condivide l’esclusione dei lavoratori storici da un processo che avrebbe dovuto riconoscere e valorizzare il loro contributo? I lavoratori non sono numeri – conclude il documento dei lavoratori di Acciona -. Sono persone, padri e madri, che hanno garantito per anni un servizio fondamentale per la collettività. Abbanoa non può cancellare tutto con un bando”.
































