Olbia 4 settembre 2025 – Il rio San Nicola, a lato di via Veronese, è sorvegliato da un sistema di allarme che tiene sotto controllo il livello dell’acqua per scongiurare esondazioni. Tutto bene, se non fosse che lo stesso punto è diventato il rubinetto a cielo aperto di una condotta fognaria che da mesi riversa liquami nel canale.
Il paradosso è che il sensore, piazzato con cura, registra fedelmente ogni variazione di livello, ma resta del tutto insensibile all’odore che invece invade puntualmente l’aria. Un dettaglio non da poco, perché l’olezzo accompagna i residenti da mattina a sera, trasformando le case attorno in camere a gas all’aperto.
Gli abitanti, esasperati, hanno segnalato più volte la situazione. Risultato? L’amministrazione si limita a turarsi il naso e guardare dall’altra parte, mentre la Asl, che dovrebbe imporre la chiusura della condotta, sembra non aver ancora colto la fragranza. Così, giorno dopo giorno, i liquami percorrono il loro viaggio indisturbato: dal rio fino al mare di via Dei Lidi, passando per la foce di via Escrivà, che ormai si ritrova a fare da terminale fognario.
In attesa che qualcuno decida di intervenire, il quartiere continua a convivere con un allarme che segnala solo il livello l’acqua. Per la puzza, invece, resta attivo un altro sistema: quello delle narici dei residenti, purtroppo impossibile da disattivare.
































